Carlo III e papa Leone XIV pregheranno insieme nella Cappella Sistina per la prima volta dopo la Riforma

18.10.2025 06:55
Carlo III e papa Leone XIV pregheranno insieme nella Cappella Sistina per la prima volta dopo la Riforma

Carlo III e Papa Leone XIV: Preghiera Congiunta nella Cappella Sistina

Preghiera congiunta nella Cappella Sistina: per la prima volta dalla Riforma anglicana del XVI secolo, un sovrano britannico pregherà pubblicamente con un pontefice. Giovedì 23 ottobre, nella Cappella Sistina, re Carlo III e papa Leone XIV parteciperanno a un servizio ecumenico destinato a segnare una svolta nei rapporti tra la Chiesa cattolica e quella d’Inghilterra, riporta Attuale.

“La visita segnerà un momento importante nelle relazioni tra le due Chiese”, ha dichiarato un portavoce di Buckingham Palace, ricordando che “sarà la prima volta, dai tempi di Enrico VIII, che un sovrano britannico e un papa pregheranno insieme nella Sistina”.

Carlo e la regina Camilla saranno in Vaticano per una visita di Stato in occasione del Giubileo. Il re arriverà al Cortile di San Damaso alle 10.45 per l’udienza con Leone XIV, seguita dal momento di preghiera ecumenica e da un evento in Sala Regia dedicato alla cura del creato, tema caro a entrambi.

Nel pomeriggio i reali si recheranno alla basilica di San Paolo fuori le Mura, dove il sovrano riceverà il titolo di “Royal Confrater”, gesto ecumenico di amicizia. Nella basilica sarà collocato anche lo “scranno del re”, che resterà dopo la visita come segno permanente di dialogo tra cattolici e anglicani. Alla celebrazione parteciperà l’arcivescovo di York Stephen Cottrell, mentre la nuova arcivescova di Canterbury Sarah Mullally entrerà in carica solo nel 2026. “Non bisogna smettere di camminare insieme”, ha commentato monsignor Flavio Pace, del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

Un messaggio che richiama il pensiero del beato John Henry Newman, da poco proclamato dottore della Chiesa, figura cara a Carlo III, che da principe lo definì “esempio di come difendere senza accusare e trasformare le differenze in luoghi d’incontro”.

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