Carlos Alcaraz: affrontare l’odio oltre il talento

22.06.2025 21:05
Carlos Alcaraz: affrontare l'odio oltre il talento

Il rapido passaggio dalla terra battuta di Parigi, dove ha trionfato nel Roland Garros, ai prati del Queen’s non ha rappresentato per Carlos Alcaraz una vera sfida. Dopo un inizio non semplice, lo spagnolo ha mostrato un notevole adattamento, conquistando il suo diciottesimo successo consecutivo ai HSBC Championships grazie a una vittoria in finale contro Jiri Lehecka. Questo rappresenta il ventunesimo titolo in carriera per Alcaraz, il quarto conquistato sull’erba e il secondo al Queen’s, riporta Attuale.

Carlos Alcaraz, il lato umano oltre il talento: “Ho ricevuto tanto odio”

“È davvero difficile passare dalla terra battuta all’erba in pochi giorni. Mi sono allenato solo per due giorni prima dell’inizio del torneo e non avevo aspettative. L’obiettivo era disputare un paio di partite per riacquistare le giuste sensazioni sulla superficie erbosa. Fortunatamente, mi sono adattato abbastanza in fretta e sono molto fiero del mio percorso. Ho raggiunto il mio obiettivo, e non parlo solo di sollevare il trofeo, ma anche di sentirmi a mio agio su questa superficie. Ho notato progressi giorno dopo giorno e credo di essere un giocatore diverso sull’erba”, ha dichiarato Alcaraz durante la conferenza stampa.

Il 22enne di El Palmar ha ricevuto critiche eccessive per essersi concesso alcuni giorni di vacanza a Ibiza dopo la vittoria al Roland Garros. “Sono un tennista che ha necessità di prendersi delle pause per divertirsi e passare del tempo con amici e familiari. Lo faccio per distaccarmi dalla routine. È qualcosa di cui ho bisogno. I giorni a Ibiza mi hanno aiutato a non sentirmi solo un tennista e a tornare in campo con rinnovata energia”, ha spiegato il giovane spagnolo.

“Dopo la mia sconfitta a Miami, molti hanno criticato la mia decisione di andare in vacanza a Cancún. Ho ricevuto molto odio; in tanti si domandavano: ‘Cosa succede a questo ragazzo? Ha perso al primo turno e non si allena. Non vuole migliorare?’. In realtà, quei cinque o sei giorni di pausa, lontano dalla racchetta, sono stati essenziali. Passare del tempo con la famiglia e staccare completamente mi ha permesso di riflettere su come migliorare. Dopo quella vacanza, ho riacquistato la gioia di giocare a tennis e di apprezzare realmente le partite”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere