Roma, 11 luglio 2026 – Una giornata convulsa si è conclusa con la sospensione cautelativa delle repliche estive di Report, provocata dal “caso Ranucci” che ha scosso la Rai e infiammato il dibattito politico. La Direzione Approfondimento dell’azienda ha giustificato la decisione, sottolineando che il provvedimento mira a garantire “piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore”, pur confermando l’avvio della nuova stagione del programma a partire da novembre. La sospensione ha ovviamente scatenato la reazione di Ranucci: “Accolgo con sconcerto e con preoccupazione per l’informazione tutta che la Rai abbia deciso di utilizzare il pretesto delle vergognose congetture, assurde, veicolate nelle ultime ore da alcune dichiarazioni politiche e da alcune ricostruzioni giornalistiche, per sospendere le repliche estive di puntate di inchiesta di Report già trasmesse”, riporta Attuale.
Il lancio della programmazione estiva sui social e il post ironico
La tempesta era cominciata in mattinata con un video dello stesso Sigfrido Ranucci, pubblicato sui profili social della trasmissione di Rai 3, nel quale il conduttore annunciava la programmazione estiva: “Report non va in vacanza. E se avete qualcosa da segnalarci, scriveteci”. Ranucci aveva anche condiviso un’immagine del quotidiano L’Avanti del 1996, in cui apparivano Lavitola come direttore e un Fabio Ranucci come responsabile, specificando con ironia: “Giuro che non è mio parente”.
La presa di posizione di Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia ha risposto polemicamente all’invito del giornalista inviando una mail ufficiale alla redazione di Report: “Vi segnaliamo la curiosa amicizia tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, pregiudicato, massone e faccendiere. Siamo certi che la squadra approfondirà la vicenda con rigore”. Anche il deputato di FdI Giovanni Donzelli ha commentato: “Spero di avere amici che si comportino diversamente. Ero in piazza a dare solidarietà a Ranucci per la libertà di stampa, ma mi auguro che fosse ben riposta. Se qualcuno usasse il ’metodo Report’ su questa vicenda, sarebbe molto spiacevole per il programma”.
Dal fronte della Commissione di Vigilanza, Maurizio Gasparri (FI) ha annunciato un’interrogazione ai vertici Rai per il presunto silenzio del Tg1 delle ore 8 su una storia definita “inquietante”.
L’inchiesta accelera
Nel frattempo, il progresso dell’inchiesta è accelerato. Gli investigatori hanno perquisito l’abitazione nel napoletano di Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola e ritenuto l’intermediario con la banda che ha piazzato la bomba sotto la casa di Ranucci. Tavares si troverebbe attualmente in Camerun, e la sua compagna è stata ascoltata dai carabinieri come persona informata sui fatti. Secondo quanto emerso, lo stesso Lavitola, indagato come presunto mandante dell’attentato dinamitardo dello scorso 16 ottobre a Pomezia, era pronto a lasciare l’Italia per l’Africa: aveva già acquistato un biglietto aereo e la perquisizione nei suoi confronti, avvenuta la sera del 4 luglio, è scattata dopo che i militari lo hanno notato uscire di casa con un trolley.
Attualmente, gli inquirenti stanno ancora esaminando le sette pagine di appunti, i 3 cellulari e le due pen drive sequestrate durante l’operazione, per individuare il movente, che sembra allontanarsi sempre più da quello iniziale, apparso collegato all’attentato e ad alcune inchieste giornalistiche del programma. Si delinea così un intreccio tesissimo tra indagini giudiziarie e veleni politici, su cui la Rai ha scelto di calare temporaneamente il sipario.