Catherine Birmingham: “I miei figli non dormono, l’ansia li tormenta”

27.12.2025 11:55
Catherine Birmingham: “I miei figli non dormono, l’ansia li tormenta”

Palmoli (Chieti) – “Qui in casa famiglia i miei figli non dormono bene, hanno un’ansia profonda”. Le parole della mamma di Palmoli si diffondono rapidamente dalla comunità di Vasto attraverso i telefoni cellulari di amici, legali e sostenitori che la affiancano in questo difficile momento. È ciò che riferisce Attuale. Catherine Birmingham, una madre devastata dalla crisi familiare, ha subito la sospensione della potestà genitoriale, con l’intervento dei servizi sociali che ha portato i suoi tre figli, due gemellini di 6 anni e una sorella maggiore di 8, a una casa protetta. I ricorsi presentati sono stati respinti dalla Corte d’Appello e dai giudici del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, e il giorno di Natale è stato segnato dal ritrovamento del padre Nathan Trevallion dopo ore di ricerca, non oltre le 12.30 del 25 dicembre.

“Quando li sento svegliarsi, entro e mi assicuro che stiano zitti per non svegliare gli altri bambini”

Nei messaggi inviate via sms, Catherine racconta emozioni che spaziano dai temi giudiziari alla vita quotidiana dei suoi figli. Rivela che la figlia maggiore presenta piccole ferite su entrambe le mani, frutto di un’ansia intensa. Lei vive al piano superiore della casa famiglia rispetto ai figli, con i contatti monitorati e limitati a colazione, pranzo e cena, prima di andare a dormire. Quando le viene chiesto se è vero che sveglia molto presto i bambini, Catherine risponde con frustrazione: “Non è assolutamente vero. Scendo e controllo se sono svegli, ma se non lo sono vado in cucina a preparare il porridge. Quando li sento svegliarsi, entro e mi assicuro che stiano zitti per non svegliare gli altri bambini”. Aggiunge che i suoi tre figli “non dormono bene e si svegliano da soli”.

“Per favore, confermatemi che tutto quello che dicono è falso”

Negli atti ufficiali, assistenti sociali e giudici descrivono Catherine come una madre “diffidente” che si oppone “con insistenza” ai tentativi di dialogo, sostenendo che richiede ai figli di mantenere abitudini in contrasto con le regole della comunità. Catherine risponde con incredulità e rassegnazione: “Per favore, confermatemi che tutto quello che dicono è falso”, non riesce a credere che le sue azioni siano interpretate come atti di ribellione.

“Me li hanno portati via. Da quel momento la mia vita si è spezzata in due”

Su Facebook, si possono leggere parole attribuite a Catherine Birmingham, che esprimono il dolore per la separazione dai figli: “Me li hanno portati via. Da quel momento la mia vita si è spezzata in due. Un prima in cui ero madre ogni minuto, e un dopo fatto di silenzi, attese e porte chiuse. I miei figli sono vivi, ma non sono con me. Questo è un dolore che non ha tregua. Li vedo tristi. Li guardo negli occhi e capisco che non comprendono perché non possano tornare a casa”. Le sue parole parlano di un trauma: “Ogni giorno lontano da noi è un giorno in cui imparano la paura, l’assenza, l’idea che l’amore possa essere interrotto”.

Questa separazione è un trauma. Non è una pausa, non è una protezione, è una ferita che rischia di restare dentro per sempre.

Lo psichiatra Tonino Cantelmi perito di parte della famiglia Trevallion

La difesa della coppia anglo-australiana si affida alle competenze di Tonino Cantelmi, psichiatra e professore associato all’Università Gregoriana, scelto come consulente per la perizia su genitori e figli. Cantelmi, già nominato da Papa Francesco come “membro del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale”, avrà un ruolo strategico anche nella comunicazione dei Trevallion.

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