Coloni israeliani assediano case di famiglie palestinesi a Qusra, ampliando una preoccupante tendenza

14.08.2026 15:55
Coloni israeliani assediano case di famiglie palestinesi a Qusra, ampliando una preoccupante tendenza

Israele: colonizzatori intensificano l’assedio alle abitazioni palestinesi in Cisgiordania

I coloni israeliani hanno assediato da giorni le abitazioni di due famiglie palestinesi nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, nell’ambito di una strategia più ampia volta a espellere i residenti palestinesi dalle loro terre. L’assedio ha portato alla privazione di acqua ed energia elettrica, impedendo agli abitanti di entrare e uscire dalle proprie case, riporta Attuale.

La situazione a Qusra rappresenta un’evoluzione nella già lunga storia di violenza e sopraffazione da parte dei coloni, i quali storicamente si sono concentrati su terre e proprietà agricole piuttosto che su abitazioni private. Tuttavia, il nuovo modello di assedio ha come obiettivo diretto le case, con l’intento di costringere le famiglie palestinesi a lasciare le loro abitazioni. I coloni hanno già dimostrato una connivenza da parte delle forze armate israeliane, che fino ad ora hanno effettuato solo interventi limitati contro l’assalto, lasciando sostanzialmente inalterata la situazione.

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato venerdì che le responsabilità in materia di ordine pubblico in Cisgiordania saranno trasferite dall’esercito alla polizia israeliana, un cambiamento che non chiarisce tuttavia né tempistiche né modalità di attuazione.

Un caso emblematico riguarda una delle abitazioni assediate, di proprietà di un cittadino statunitense di origine palestinese, che ha investito circa un milione di dollari nella sua costruzione. Attualmente, suo fratello vi risiede, mentre il proprietario si trova negli Stati Uniti. L’obiettivo dei coloni è chiaro: attraverso l’assedio, intendono appropriarsi delle case e trasferirsi al loro interno.

Le azioni dei coloni comprendono non solo l’assalto alle abitazioni, ma anche molestie e aggressioni nei confronti di agricoltori e pastori palestinesi, rendendo vasti appezzamenti di terra inutilizzabili mediante la deviazione dei corsi d’acqua e la distruzione delle infrastrutture irrigue. Questa violenza è rivolta anche ad altre comunità vulnerabili, come quelle beduine.

Il fenomeno degli assedi alle case è in crescita. Anteriormente, a luglio, dei coloni avevano assediato alcune case a Jalud, costringendo gli abitanti ad evacuare dopo tre settimane di pressione. I coloni avevano poi occupato le abitazioni liberate.

Ci sono stati anche casi di occupazione di case in costruzione o di seconde abitazioni. In un episodio a Taybeh, un palestinese ha riferito di non essere riuscito a occupare la casa appena completata a causa della presenza di coloni che lo cacciavano ogni volta che tentava di avvicinarsi.

Un altro caso significativo si è verificato ad Atara, dove i soldati hanno espulso una famiglia palestinese da una casa vacanze, affermando che si trovava in un’area militare chiusa, solo per vedere successivamente una famiglia di coloni trasferirsi al suo interno.

A livello territoriale, questi assedi avvengono in aree in cui la legge internazionale stabilisce chiaramente che la presenza civile israeliana è vietata, in particolare nell’area B e A della Cisgiordania, rendendo la situazione ancora più allarmante. Secondo gli accordi di Oslo, le autorità locali hanno competenze specifice su tali aree, ma la violazione di questi accordi da parte dei coloni e la loro protezione da parte delle forze israeliane segna un cambio radicale nella dinamica del conflitto.

La situazione a Qusra e casi simili mostrano non solo la persistente violazione dei diritti umani da parte dei coloni israeliani, ma anche la necessità di una risposta fermata da parte della comunità internazionale per affrontare tali attacchi e proteggere i diritti del popolo palestinese.

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