Contraddizioni nella morte di Liliana Resinovich: studio sulle formiche e assenza di petecchie a Trieste

12.01.2026 23:05
Contraddizioni nella morte di Liliana Resinovich: studio sulle formiche e assenza di petecchie a Trieste

Trieste, 12 gennaio 2025 – Un nuovo studio sulle formiche Prenolepis nitens e l’assenza di petecchie sul collo emergono come punti critici nell’intricata morte di Liliana Resinovich, rimasta irrisolta dopo quattro anni, riporta Attuale. Questo caso ha visto un cambio di protagonisti, con modifiche significative nella procura e nella consulenza, mentre alcuni scienziati, lontani dai riflettori, hanno evidenziato una serie di contraddizioni meritevoli di ulteriori indagini.

La mirmecologa e le formiche (anche) carnivore

Questa scoperta proviene da un’inchiesta condotta da Silvia Castro, una biologa mirmecologa del Museo civico di Trieste, che ha recentemente realizzato uno studio sui formiche Prenolepis nitens. Questi insetti sono stati trovati sul cadavere di Lilly. Castro ha individuato un nido nel parco dell’ex manicomio, a pochi metri dal luogo del ritrovamento del corpo, scoperto il 5 gennaio 2022. Utilizzando come esca carne di maiale, ha dimostrato che le formiche si nutrono di questo materiale in tempi rapidi. Tuttavia, la prima autopsia di gennaio 2022 non aveva rivelato alcuna lesione sul cadavere della 63enne, suggerendo che Lilly possa essere stata uccisa la mattina stessa della scomparsa e che il corpo sia rimasto per 22 giorni nel bosco.

La mancanza di petecchie: i dubbi del medico legale

Il medico legale Raffaele Barisani, consulente di Visintin, ha messo in discussione l’assenza di petecchie, sollevando l’ipotesi di lesioni “inferte da terzi”. Barisani ha sostenuto che nella consulenza Cattaneo resta aperta la possibilità di un decesso per asfissia, mentre la manovra chokehold proposta non sarebbe possibile dato che lascerebbe segni inequivocabili, come petecchie congiuntivali, assenti nel caso in questione.

La data di morte, il microbioma e l’ipotesi congelamento

Noemi Procopio, esperta di scienze forensi presso una università britannica e consulente per il marito di Lilly, ha ipotizzato due possibili date di morte attraverso lo studio del microbioma: il 14 dicembre 2021 se il corpo fosse stato congelato; diversamente, si dovrebbe considerare un decesso 12 ore prima del ritrovamento. Procopio ha chiarito che la scienza non può fornire certezze assolute, lavorando solo su ipotesi.

Come la Tac di una persona vivente

Un altro aspetto controverso riguarda le buone condizioni del corpo dopo 22 giorni nel bosco. La radiologa Claudia Giaconi, consulente per i professionisti che assistono Sergio Resinovich, ha sorprendemente affermato: “Sembrava la Tac di una persona vivente”, rimanendo colpita dallo stato di conservazione del cadavere, un dato raro nella sua esperienza. Inoltre, Giaconi ha fatto riferimento a irregolarità sulla vertebra T2, interpretate come frattura.

Quattro autorevoli voci convergono su una stessa conclusione e sollevano dubbi scientifici su due elementi fondamentali di questo giallo: la data di morte e i giorni nel parco. La Procura di Trieste dovrà fare luce su questi aspetti cruciali.

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