La nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, pubblicata venerdì, segna una sfida diretta per l’Europa, richiedendo un cambiamento significativo da parte delle istituzioni di Bruxelles e dei governi del Vecchio Continente. La priorità rimane il sostegno a Kiev nella sua resistenza contro l’aggressione russa, ma si rende necessaria anche una visione a lungo termine per contrastare le predizioni allarmistiche della destra radicale, come quella di Donald Trump e del suo vice JD Vance, secondo cui l’Europa potrebbe essere destinata a un futuro incerto, riporta Attuale.
In questo contesto, le relazioni tra i Paesi dell’Unione Europea e il Regno Unito stanno diventando più solide, spinti dalla necessità di affrontare l’aggressività russa. Sebbene nessuno preveda un rientro immediato del Regno Unito nell’Unione, il primo ministro Keir Starmer sta rafforzando alleanze strategiche con Paesi europei come Francia, Germania e Italia. Questa nuova collaborazione potrebbe rivelarsi cruciale in termini di difesa e sicurezza.
Mario Draghi e Enrico Letta hanno delineato misure per aumentare la competitività nei settori chiave, come energia e intelligenza artificiale. Tuttavia, finora solo il 10% delle 383 misure proposte è stato implementato. Il cambiamento dell’atteggiamento americano sta spingendo l’Unione a considerare soluzioni immediate.
Il campo largo dell’Ue
Una visione più ampia dell’Europa sta prendendo forma, con il “Nordic-Baltic Eight” che prevede un’alleanza con Paesi fuori dall’Unione, come Danimarca e Svezia, per formare un fronte unito contro la Russia. Questo allargamento del fronte anti-Putin include anche nazioni come Canada, Australia e Giappone, aumentando le potenzialità di una coalizione europea espansa.
Fondi e accordi
Tuttavia, l’ascesa dei partiti sovranisti in Germania, Francia e Regno Unito crea ostacoli. Il successo delle intese politiche dipenderà dalla creazione di solide basi economiche attraverso accordi commerciali. Il fondo “Safe” da 150 miliardi di euro sarà un test cruciale per finanziare piani di investimento per la difesa presentati da diversi Stati membri dell’Unione.
Le lobby delle nazioni escluse dalla distribuzione delle risorse sono attive nel cercare di ampliare la loro inclusione. La cooperazione industriale fra Regno Unito e Europa potrebbe rivelarsi fondamentale per rafforzare la difesa continentale, con il Ministero britannico della Difesa che valuta commesse significative per aziende europee come Leonardo in Italia.
La pista cinese
Infine, la crisi con gli Stati Uniti sta aprendo la strada a chi ottiene un atteggiamento più favorevole nei confronti della Cina, come evidenziato dagli economisti italiani. Nonostante la forte dipendenza economica dall’America, c’è crescente interesse per investimenti cinesi che potrebbero arricchire l’Europa. Le terre rare, fondamentali per le tecnologie, sono al centro di questo dibattito, poiché l’Unione Europea riflette sulla sua strategia commerciale in un contesto globale in evoluzione.