Teheran cerca di allentare il legame tra Europa e Stati Uniti con pedaggi a Hormuz e dossier Libano

15.04.2026 16:15
Teheran cerca di allentare il legame tra Europa e Stati Uniti con pedaggi a Hormuz e dossier Libano

Strategie dell’Iran per influenzare l’Europa: opportunità e sfide

Con l’economia europea ormai in difficoltà, l’Iran sta valutando la possibilità di distaccare gli europei dalla «sottomissione» agli Stati Uniti. Dopo il fallimento dei recenti colloqui a Islamabad, Teheran ha ascoltato attentamente gli avvertimenti del vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, che ha segnalato che la guerra in Iran ha già causato 22 miliardi di euro in bollette energetiche e prevedibile impatto economico per l’Europa, quali un aumento dell’inflazione e disoccupazione. L’atteggiamento dell’Iran è cambiato, e in un anno segnato da discorsi come quello di J.D. Vance a Monaco, i sovranisti europei stanno iniziando a distaccarsi dalla gravitazione attorno agli Stati Uniti, riporta Attuale.

L’analisi del Quincy Institute suggerisce che l’Iran cercherà di capire se ci sono margini per portare l’Europa dalla sua parte, a dispetto dell’influenza americana. Due le strategie in campo: l’utilizzo delle criptovalute e l’arma dell’uranio. Teheran intende utilizzare lo Stretto di Hormuz come punto di pedaggio per le navi, chiedendo pagamenti in bitcoin, e a tal fine ha coinvolto gli europei nei recenti negoziati. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha informato i colleghi europei, inclusi quelli delle potenze come Francia e Germania, dei dettagli delle negoziazioni in corso, mentre cerca alleanze tra i Paesi del Golfo.

Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer convocano a Parigi i Paesi che vogliono proteggere il traffico nello Stretto di Hormuz, con l’intenzione di inviare una missione navale. Tuttavia, anche qui, l’Iran mantiene una posizione ambigua, non chiara su quali navi debbano pagare il pedaggio e in quale valuta, evidenziando le tensioni e le incertezze nella geopolitica regionale.

In questo contesto si inserisce anche la questione del possibile sminamento delle acque dello Stretto, una richiesta degli Stati Uniti che non è stata ben vista da Teheran, che interpretarebbe tali azioni come atti ostili. La riunione di venerdì, benedetta dall’Unione Europea, potrebbe segnare un punto di svolta nelle dinamiche diplomatiche, specialmente con il crescente distacco tra Washington e le capitali europee, come segnalato dalla crescente irritazione di Trump riguardo ai legami tra Londra e gli altri partner europei.

Anche se le tensioni crescono, le opportunità diplomatiche per l’Iran si ampliano, poiché diversi leader europei desiderano espandere le loro relazioni con stati del Golfo come Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. L’Unione Europea si trova di fronte alla necessità di riconsiderare la sua strategia nei confronti di Teheran, soprattutto con la questione del Libano in sospeso e la preoccupazione generale per gli Hezbollah, in un contesto in cui quasi venti Paesi europei hanno chiesto di includere Beirut nei negoziati regionali. La Commissione Europea sta lavorando per apportare un cambiamento significativo nel dialogo con Teheran, favorendo una posizione più autonoma e meno allineata a quella statunitense.

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