Cosa sapeva Netanyahu? Accuse durante la campagna elettorale sulle responsabilità relative a Hamas

27.09.2026 23:35
Cosa sapeva Netanyahu? Accuse durante la campagna elettorale sulle responsabilità relative a Hamas

DAL NOSTRO INVIATO 
GERUSALEMME – Le accusazioni si intensificano mentre rimangono sotto esame i 67 minuti trascorsi dal jet privato del capo delle spie egiziane al Cairo. Questo periodo critica le decisioni strategiche adottate nelle settimane precedenti al disastro del 7 ottobre 2023. La coalizione che aspira a rimuovere Benjamin Netanyahu dal potere, in vista delle elezioni del 27 ottobre, sostiene che gli elettori puniranno chi ha governato in quel periodo. Il premier, lungo il suo mandato ventennale, cerca di alterare l’attenzione sugli eventi recenti, citando anche l’eliminazione di Yahya Sinwar di Hamas e l’intento di mantenere la quiete nella Striscia di Gaza per favorire la normalizzazione con l’Arabia Saudita, riporta Attuale.

L’allerta dello 007

La rivista americana Atlantic ha recentemente pubblicato dettagli riguardanti un volo Cessna utilizzato da Abbas Kamel, il direttore dei servizi segreti egiziani, registrato negli incontri riservati presso l’aeroporto Ben-Gurion. Si sostiene che il Cairo abbia avvertito Netanyahu della mobilitazione a Gaza, una comunicazione che quest’ultimo ha negato, insistendo di non aver ricevuto alcun avviso. Netanyahu sostiene che se alcuni membri della sicurezza erano a conoscenza della minaccia, non lo hanno informato.

La telefonata

Il quotidiano New York Times ha corroborato la storia di un avvertimento ricevuto da Netanyahu venti giorni fa, secondo cui Mohammed bin Zayed, presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo avrebbe informato dei preparativi di Hamas per un attacco su larga scala. L’ex ministro della Difesa, Yoav Gallant, ha confermato che Netanyahu non avrebbe trasmesso queste informazioni ai vertici della sicurezza, ripetendo l’intenzione di mantenere la calma nella Striscia.

Valigie con milioni

Negli anni passati, Netanyahu ha apparentemente giustificato diverse decisioni strategiche, convinto di poter contenere le tensioni in Gaza con pagamenti dal Qatar ai fondamentalisti di Hamas. Documenti recenti suggeriscono che, già dal 2018, Netanyahu ha autorizzato il trasferimento di ingenti somme di denaro, malgrado le preoccupazioni dei servizi segreti riguardo al potenziamento delle capacità jihadiste.

Occhi di carbone

La ricerca condotta da Eldar e Yuval ha identificato un ex ministro dell’Autorità palestinese, noto con il codice “Occhi di carbone”. Questo rappresenta la fonte di informazioni che avrebbero messo in guardia dai piani di Hamas. Nonostante la continua fiducia di Netanyahu nel gestire la situazione tramite finanziamenti, tale strategia ha portato a conseguenze devastanti, con migliaia di vittime dopo l’attacco di Hamas e la reazione militare israeliana.

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