Ddl antisemitismo, il Pd rivede il testo di Delrio sotto la guida di Andrea Giorgis

02.01.2026 21:46
Ddl antisemitismo, il Pd rivede il testo di Delrio sotto la guida di Andrea Giorgis

Fonti della minoranza riferiscono che l’argomento del ddl antisemitismo è stato spesso evitato, poiché avrebbe potuto esporre il gruppo alle pressioni delle piazze. Il Partito Democratico ha pianificato un incontro interno prima della riapertura dei lavori parlamentari, previsto per il 7 gennaio, con l’intento di trovare una sintesi che possa unire il partito e affrontare il nodo controverso del ddl. Il disegno di legge, proposto dal senatore Graziano Delrio, è stato concepito per contrastare i discorsi d’odio antisemiti, ma ha generato divisioni interne nel partito. In particolare, la deputata Laura Boldrini ha espresso il suo dissenso, affermando che non supporta leggi che possano confondere l’antisemitismo con critiche al governo Netanyahu, riporta Attuale.

Il ddl, firmato da Delrio e sostenuto da alcuni senatori dell’area di minoranza del Partito Democratico, sarà tra i primi ad essere considerati in Commissione Affari Costituzionali al Senato. Inoltre, il capogruppo del partito al Senato, Francesco Boccia, ha commissionato un secondo testo, redatto dal senatore Andrea Giorgis, che è ancora in fase di elaborazione. Dettagli preliminari riguardanti il contenuto di questo secondo progetto sono già emersi.

Il testo del ddl Delrio

Il ddl Delrio è composto da sei articoli, con il primo che prevede l’adozione della definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance). Questa definizione descrive l’antisemitismo come una percezione negativa verso gli ebrei, traducibile in odio verbalmente o fisicamente manifestato nei confronti di persone, proprietà e istituzioni ebraiche. Tra gli aspetti più controversi, l’articolo 4 introduce il monitoraggio delle azioni di prevenzione e contrasto all’ antisemitismo in ambito universitario, istituendo una figura di controllo per le attività interne nelle università. Inoltre, il ddl prevede misure sanzionatorie per l’individuazione e la rimozione di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme digitali in lingua italiana.

Le modifiche di Giorgis: la definizione di antisemitismo

Il testo di Giorgis prevede una revisione della fonte da cui deriva la definizione di antisemitismo, spostando l’attenzione dalla definizione IHRA alla Dichiarazione di Gerusalemme, considerata più garantista riguardo alla libertà di espressione. L’intento è di adottare questa nuova base, integrandola con parti più accettabili della definizione IHRA.

I discorsi d’odio e la prevenzione

Il ddl Giorgis affronta anche altri due temi cruciali. Il primo è l’allargamento dello spettro dei discorsi d’odio, che non si limiteranno più agli episodi di antisemitismo, ma includeranno anche altre forme di odio, come quello contro i musulmani. Questa proposta, tuttavia, ha suscitato perplessità nella minoranza del partito, che teme che un ampliamento eccessivo possa diluire l’efficacia del provvedimento. Il secondo punto riguarda formazione e prevenzione attraverso programmi educativi nelle scuole e corsi di sensibilizzazione.

I timori della minoranza

Delrio, secondo fonti interne, ha ribadito che la definizione IHRA è ormai accettata da tutte le legislazioni dell’Unione Europea, esprimendo preoccupazione che l’eventuale espansione del provvedimento a forme di odio diverse possa compromettere il suo obiettivo primario. Nonostante le critiche su una presunta impostazione repressiva, Delrio ha riconosciuto le considerazioni provenienti dai membri del partito.

L’obiettivo: «Costringere il partito a parlarne»

I testi presentati dal Pd si aggiungono a quelli già presentati da membri di altri partiti, tra cui il forzista Maurizio Gasparri e il leghista Massimiliano Romeo. Delrio ha confermato al Messaggero di non avere intenzione di ritirare il suo ddl, sottolineando che il suo progetto risponde a necessità specifiche contribuendo a spingere il partito ad affrontare direttamente il tema dell’antisemitismo. Il focus del dibattito sta quindi sull’importanza di non evitare una discussione che potrebbe esporre il partito a pressioni esterne.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere