Ddl antisemitismo, il voto in commissione slitta alla prossima settimana dopo le proteste a Montecitorio

09.09.2026 21:45
Ddl antisemitismo, il voto in commissione slitta alla prossima settimana dopo le proteste a Montecitorio

Domenica 9 settembre, attivisti e rappresentanti del Partito Democratico (Pd) e del Movimento 5 Stelle (M5s) hanno protestato davanti a Montecitorio, portando a momenti di tensione tra i partecipanti. Il ddl per il contrasto all’antisemitismo, approdato oggi in Commissione Affari costituzionali alla Camera per il voto, è stato rinviato a settimana prossima. Questo disegno di legge, già controverso e approvato dal Senato nel marzo scorso, sta suscitando una pioggia di emendamenti da parte dell’opposizione, miranti a cambiare il contenuto dell’articolo 1, che recepisce la definizione di antisemitismo fornita dall’IHRA, riporta Attuale.

La protesta di fronte a Montecitorio

Tra i gruppi presenti, a Roma, figura ANPI Roma, Amnesty International Italia, e i Giovani palestinesi di Roma, che hanno guidato un corteo culminato in momenti simbolici di silenzio e interventi pubblici. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha criticato il ddl, affermando che si basa su una definizione di antisemitismo che «confonde un crimine di odio con questioni che non hanno nulla a che vedere» e «punisce il pensiero critico e l’uso di un vocabolario giuridico internazionale».

Il punto di vista della politica

Anche i politici hanno preso parte alla manifestazione, come testimoniato dall’intervento di Laura Boldrini, ex presidente della Camera, che ha espresso il suo dissenso, sottolineando che «l’antisemitismo è una piaga sociale» e suggerendo di utilizzare la dichiarazione di Gerusalemme per affrontare la questione. Boldrini ha inoltre commentato le divisioni interne al Pd, promettendo un incontro per discutere dell’orientamento futuro del partito. Riccardo Ricciardi, del M5s, ha dichiarato che il ddl «non ha nulla a che fare con l’antisemitismo», ma è un’azione politica contro chi critica il governo di Netanyahu.

Assente un intervento ufficiale da parte di Avs, con Angelo Bonelli che ha scelto di non partecipare per evitare associazioni con alcune delle bandiere presenti. Ha insistito che «criticare Israele per le violenze contro il popolo palestinese non è antisemitismo» e ha sottolineato l’importanza di combattere tutte le forme di odio razziale, citando un recente raduno di gruppi estremisti in Trentino.

Gli attimi di tensione

Non sono mancati momenti di tensione, con un gruppo di manifestanti che ha esposto bandiere di Hezbollah e Hamas e intonato cori di sostegno a queste organizzazioni. Ad un certo punto, uno dei partecipanti ha strappato una bandiera, mentre altri hanno cercato di attirare l’attenzione interrotta dalle dichiarazioni di Boldrini. Gli organizzatori hanno rapidamente invitato il gruppo a mantenere la calma e ad astenersi dall’esibire simboli provocatori.

Il voto in commissione rimandato di una settimana. Zaratti: Vannacci detta l’agenda della destra

La seduta sulla proposta di legge antisemitismo è terminata senza votazioni, con il rinvio giustificato dall’abbandono della sottosegretaria del Carroccio, Giuseppina Castiello. Il voto si svolgerà la prossima settimana, con l’obiettivo di discutere il testo prima del 2 ottobre. Filiberto Zaratti di AVS ha denunciato che, nonostante i pareri governativi già rilasciati, il rinvio evidenzia che la priorità è data ad altre leggi, come quella per la revoca della cittadinanza italiana.

Il nodo del ddl: la definizione di antisemitismo e gli indicatori IHRA

Le critiche si concentrano sull’adozione della definizione operativa di antisemitismo formulata dall’IHRA. Questa definizione considera antisemitismo l’odio diretto contro gli ebrei, espresso attraverso atti di violenza o parole offensive. Gli oppositori temono che ciò possa limitare il diritto di critica nei confronti di Israele, proponendo un emendamento che introdurrebbe la Jerusalem Declaration on Antisemitism del 2021 come alternativa. Inoltre, è stata avanzata l’idea di chiarire che l’espressione di liberale critica verso le politiche di Israele non debba essere categoricamente considerata antisemitismo.

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