Donald Trump rivendica la risoluzione di sei conflitti nel 2025
Il tycoon statunitense Donald Trump sostiene di aver risolto sei conflitti nell’arco del 2025, affermando di mantenere una media di “una guerra risolta al mese”. Martedì, ha corretto il suo conteggio a sette guerre. Non è un mistero che il suo obiettivo sia quello di ottenere il Nobel per la Pace, con la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che lo ha definito “peacemaker-in-chief”. È opportuno esaminare le tempistiche e i dettagli delle sue affermazioni, riporta Attuale.
India-Pakistan
Il 10 maggio, a seguito di un’escalation delle tensioni nella regione del Kashmir, India e Pakistan, entrambe potenze nucleari, hanno concordato un cessate il fuoco dopo quattro giorni di conflitto che hanno causato 26 morti. Se il Pakistan ha proposto Trump come candidato per il Nobel, l’India ha ridotto il suo ruolo a mera interazione diretta con Islamabad. È importante notare che Trump ha imposto dazi del 50% a New Delhi e ha minacciato sanzioni se l’India continuasse a importare petrolio dalla Russia, inasprendo così i rapporti tra India e Stati Uniti.
Israele-Iran
Il 24 giugno, Israele e Iran hanno accettato un cessate il fuoco mediato da Stati Uniti e Qatar, dopo un conflitto di 12 giorni in cui Washington era intervenuta direttamente. Tuttavia, la tregua potrebbe essere temporanea, poiché Teheran ha dichiarato di aver ottenuto una vittoria, mentre Israele ha avvisato che bombarderà nuovamente i siti nucleari iraniani se necessario.
Ruanda-Congo (RDC)
Il 27 giugno, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo hanno firmato un accordo di pace a Washington, ma il conflitto continua per mezzo di gruppi armati legati a ciascuno stato. Nonostante il trattato, sono stati registrati nuovi scontri e vittime.
Thailandia-Cambogia
Il 28 luglio, Thailandia e Cambogia hanno raggiunto un cessate il fuoco dopo conflitti che hanno causato 43 morti e 300.000 evacuati. La Malesia ha mediato l’accordo, mentre Trump ha utilizzato la pressione economica per indurre un compromesso.
Armenia-Azerbaigian
Il 8 agosto, alla Casa Bianca, il presidente azero Ilham Aliyev e il primo ministro armeno Nikol Pashinyan hanno concordato di cercare un accordo sulla contesa della regione del Nagorno-Karabakh, datata 1988. Anche se non esiste un accordo definitivo, entrambi i leader hanno affermato che Trump merita il Nobel.
L’ultima guerra
Trump si riferisce al conflitto non militare di lunga data tra Egitto ed Etiopia riguardo alla grande diga costruita da Addis Abeba, affermando: “Fossi l’Egitto, vorrei che nel Nilo ci fosse acqua. Ci stiamo lavorando” il 14 luglio.
E la settima?
Trump ha alluso a una potenziale escalation tra Serbia e Kosovo, affermando: “Se arrivate a farvi la guerra, per voi niente commerci con gli Usa”.
Ma dai, sette guerre risolte? Questo sembra più un gioco di prestigio che una vera diplomazia! La verità è che i conflitti non si risolvono con un colpo di bacchetta magica, e il Nobel per la pace non si guadagna così facilmente… La situazione in Kashmir e Iran è una vera bomba, come la nostra politica interna. Speriamo che le promesse facciano almeno un po’ di effetto…