Elettori cileni al primo turno delle presidenziali: tre candidati di destra in corsa

16.11.2025 11:25
Elettori cileni al primo turno delle presidenziali: tre candidati di destra in corsa

Prima tornata delle elezioni presidenziali in Cile: prevalgono i candidati di destra

Domenica 17 novembre 2025, si svolge il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile, con tre dei quattro principali candidati provenienti da formazioni politiche di destra o estrema destra. Durante la campagna elettorale, la criminalità ha monopolizzato il dibattito, relegando in secondo piano il tema dell’immigrazione e dell’economia. Le questioni sociali e la lotta contro le disuguaglianze, che nel 2019 avevano portato alla vittoria di Gabriel Boric e della sinistra, sono ora estranee al confronto elettorale, riporta Attuale.

Jeannette Jara, attualmente candidata del governo e del Partito Comunista, è vista come la potenziale vincitrice del primo turno, ma si troverà svantaggiata contro i candidati di destra nel ballottaggio. I suoi principali avversari includono Evelyn Matthei di “Chile Vamos”, José Antonio Kast del Partito Repubblicano, e Johannes Kaiser del Partito Nazionale Libertario. Insieme, questi candidati di destra si prevede possano accumulare oltre il 50% dei voti, con Kast attualmente favorito nelle previsioni. Si attende che i candidati di destra si alleino per sostenere il candidato più votato al secondo turno.

In parallelo alle elezioni presidenziali, vengono rinnovati tutti i seggi della Camera dei Deputati (155) e metà del Senato (25 senatori). Le proiezioni suggeriscono che la destra potrebbe ottenere la maggioranza in entrambi i rami del parlamento.

Queste elezioni portano con sé un certo grado di incertezza, essendo le prime in Cile con voto obbligatorio. Da quando nel 2022 è stata introdotta questa normativa, la partecipazione elettorale è attesa intorno ai 15 milioni di votanti, un considerevole aumento rispetto ai 7 milioni registrati nel voto di Boric nel 2021. Tuttavia, non è chiaro quale candidato possa beneficiare di questo allargamento del corpo elettorale, dato che diversi sondaggi rivelano che una parte significativa della popolazione è poco interessata alla politica.

Il clima politico in Cile ha subito un drastico cambiamento: se anni fa le richieste di maggiore equità sociale dominavano il discorso pubblico, attualmente cresce l’appello per una maggiore sicurezza. La presenza di gruppi criminali transnazionali, in particolare il Tren de Aragua, ha introdotto una forma di violenza nuova in Cile, suscitando allerta tra la popolazione. Nel 2024, il paese ha registrato 6 omicidi ogni 100mila abitanti, un dato raddoppiato rispetto a dieci anni fa e simile a quello degli Stati Uniti, ma comunque in calo rispetto ai picchi del 2022 e inferiore a quelli di Ecuador, Brasile e Messico.

Questo contesto ha favorito posizioni di destra più estreme, portando a un’accelerata nelle proposte di chiusura delle frontiere e espulsione di massa degli immigrati, in linea con le tendenze osservate in altre nazioni. Gli elettori di domenica includeranno anche circa 800mila immigrati residenti in Cile da almeno cinque anni.

I candidati di destra hanno orientato le loro campagne su una visione pessimistica della situazione del paese, mentre Jara ha tentato di contrapporre messaggi di fiducia e evidenziare alcune misure economiche adottate dal governo, come la riduzione dell’orario lavorativo e la riforma del sistema pensionistico. Jara, che fino ad aprile era ministra del Lavoro, è emersa come figura vicina alla popolazione, pur essendo un’esponente del Partito Comunista, ciò che potrebbe costituire un ostacolo per alcuni elettori.

Con una stima di voti compresa tra il 25 e il 30% per superare il primo turno, Jara si prepara ad affrontare la difficoltà di stanare i candidati di destra. Kast, di nuovo in corsa dopo la sconfitta del 2021, ha ideologie estremamente conservatrici e propone misure draconiane contro la criminalità, ispirandosi al presidente di El Salvador Nayib Bukele.

Kast ha anche pianificato investimenti significativi per rimpatriare gli immigrati irregolari e ridurre le tasse, sostenendo un modello economico liberista. La sua rivalità con Kaisar, un candidato ancora più estremo, complica ulteriormente il panorama politico, con entrambi i candidati vicini nei sondaggi.

La figura di Evelyn Matthei, inizialmente considerata favorita, sembra ora ridimensionata a causa della sua campagna controversa e di posizioni esplicitamente favorevoli al golpe di Pinochet che ha attirato critiche.

Con quattro candidati minori in corsa, nessuno di loro sembra avere realistiche possibilità di accedere al ballottaggio, rendendo queste elezioni un crocevia significativo per il futuro politico del Cile.

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