Elezioni Regionali: Sanità al centro dal Calabria al Veneto

11.08.2025 06:25
Elezioni Regionali: Sanità al centro dal Calabria al Veneto

Buongoverno o affarismo?

Interessi pubblici o vantaggi privati? Gestione diretta o attraverso convenzioni? Efficienza o clientelismo? L’amministrazione della sanità è diventata uno degli aspetti più complessi e controversi, nonché un elemento cruciale dal punto di vista finanziario e politico, sin dalla riforma del titolo V della Costituzione, che ha trasferito la “tutela della salute” alla legislazione concorrente delle Regioni. Le poltrone degli assessori alla Sanità sono ora tra le più ambite, rivelando mire e interessi sia politici che privati. Questo è evidente in diverse situazioni, dal Veneto alla Campania, dove la competizione è inasprita.

La questione della regionalizzazione trae origine dalla modifica dell’ordinamento, attuata con la legge costituzionale 3/2001, che ha cercato di soddisfare le richieste di autonomia della Lega, sostenuta anche da alcuni amministratori locali di centrosinistra. Tra le numerose cessioni di potere legislativo, lo Stato ha delegato alle Regioni anche la legislazione sanitaria. Matteo Renzi, durante il suo mandato, aveva proposto di riprendere il controllo della salute sotto il Governo centrale, ma questa consultazione si rivelò fatale per la riforma. In un contesto di continue ristrettezze nella spesa pubblica italiana, la sanità diventa un indicatore chiave della qualità, delle mediatori di interessi e delle dinamiche di potere che caratterizzano le amministrazioni regionali, coinvolgendo oltre il 70% del bilancio di ciascuna Regione.

I guai del Sud si manifestano in modo particolarmente evidente. La Calabria, sotto la guida di Roberto Occhiuto, è al centro dell’attenzione per essere maglia nera nelle classifiche di qualità delle prestazioni sanitarie. Con un punteggio del 23% secondo Gimbe, la Regione è tra quelle inadempienti riguardo ai livelli minimi essenziali. Piani di rientro da deficit hanno portato a un drastico ridimensionamento dei posti letto, favorendo attese interminabili e costringendo i pazienti a cercare cure in altre Regioni. Nonostante questi problemi evidenti, l’amministrazione di centrodestra sembra non risentire delle criticità. Anche in Campania, sotto la gestione di Vincenzo De Luca, si riscontrano carenze di personale e liste d’attesa lunghe, con il governatore che, sebbene possa vantare risultati nella gestione dell’emergenza Covid, non può ignorare il quadro generale poco roseo.

Controversie in Veneto riguardano il controverso rapporto tra pubblico e privato. Regioni come Emilia Romagna e Toscana hanno già aperto la strada al privato convenzionato, suscitando critiche da esperti, tra cui l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, che accusa questo modello di privatizzazione di generare profitti a scapito delle risorse pubbliche, senza migliorare l’efficienza. Il Veneto, sotto la leadership di Luca Zaia, ha scelto di mantenere un forte sistema sanitario pubblico, bilanciato con quello convenzionato. Zaia si oppone fermamente a qualsiasi tentativo di espandere la sanità privata, affermando che esiste un limite oltre il quale si compromette il diritto alla salute pubblica.

La situazione della sanità in Italia continua a destare preoccupazione e a sollevare interrogativi cruciali, alimentando un dibattito acceso a livello nazionale, riporta Attuale.

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