Elezioni negli Stati Uniti: Confusione tra gli elettori hispanici a Miami
La tensione politica a Miami si intensifica mentre gli elettori si preparano alle prossime elezioni di martedì, con molti che esprimono disillusione verso il Partito Repubblicano. Osvaldo, un trentenne cubano-americano, afferma: «I repubblicani non hanno mantenuto le promesse. Trump dice e fa cose orribili. Questa volta mi turo il naso e voto democratico», riporta Attuale.
Nel frattempo, Eva, 65 anni, rappresentante della minoranza venezuelana, ribadisce il suo sostegno per i Repubblicani, affermando: «Il comunismo è una brutta malattia, non si può votare a sinistra». La giornata di voto anticipato si svolge in condizioni climatiche difficili, con la pioggia che persiste e le strade che rimangono deserte.
Tradizionalmente, gli ispanici negli Stati Uniti tendono a votare per i Democratici, ma a Miami la situazione è diversa. I cubani, la più grande comunità latina della contea, hanno storicamente un legame con i Repubblicani. Tuttavia, le recenti deportazioni volute da Trump hanno creato una frattura tra l’elettorato. Joenis, arrivato da bambino con i suoi genitori, critica la postura attuale del partito: «Se la prendono con gli immigrati. Ma chi fa i lavori umili? Chi manda avanti questo Paese?», comunicando la sua decisione di astenersi dal voto.
Guillermo Grenier, sociologo della Florida International University, ricorda un sondaggio su 1.004 adulti cubano-americani che mostra un divario significativo: «Il 76% è contrario all’aumento delle deportazioni di immigrati senza documenti e senza precedenti penali, eppure il 68% dichiara che voterebbe per i repubblicani alla Camera». Questo suggerisce un contrasto tra opinioni sui temi dell’immigrazione e le scelte di voto.
Nel ventisettesimo distretto a maggioranza ispanica, la repubblicana Maria Elvira Salazar si confronta con il democratico Eliott Rodriguez. Salazar, ex volto televisivo, ha espresso la sua frustrazione verso Trump, dichiarando che la sua stretta sull’immigrazione ha deluso gli elettori hispanici. Le manifestazioni organizzate da sindacati come Unite Here riflettono il crescente malcontento nella comunità.
Martha Cabrera, ex sostenitrice del Partito Repubblicano, ha recentemente cambiato registrazione a indipendente, evidenziando le sue delusioni: «Salazar mi ha delusa. Aveva promesso di aiutare la nostra comunità di immigrati». Joe Garcia, ex deputato democratico, sottolinea che esiste una significativa resistenza tra gli elettori cubano-americani a cambiare il loro orientamento politico, visto il timore del comunismo.
Guena Rodriguez, commentatore politico cubano-americano, evidenzia la paura di essere etichettati come socialisti: «Il partito repubblicano ha molto potere nella comunità cubana e può metterti ai margini». Il clima di paura persiste, e votare a sinistra continua a essere percepito negativamente. Nick, avvocato democratico, esprime scetticismo su una reale possibilità di cambiamento alle prossime elezioni: «Le deportazioni hanno fatto vacillare quella certezza, non l’hanno cancellata».