Arresto caotico del leader dell’opposizione Rahul Gandhi in India durante le proteste contro le elezioni

08.10.2026 16:25
Arresto caotico del leader dell'opposizione Rahul Gandhi in India durante le proteste contro le elezioni

Proteste in India contro la cancellazione di milioni di elettori, arrestato Rahul Gandhi

In India si intensificano le proteste quotidiane contro la decisione della commissione elettorale di cancellare 130 milioni di persone dalle liste elettorali, mossa criticata dalle opposizioni come strategia del primo ministro nazionale Narendra Modi per ottenere un vantaggio elettorale. Rahul Gandhi, leader dell’opposizione, è stato arrestato tre volte in due giorni nei giorni scorsi. Si tratta di un fermo di polizia, con Gandhi portato in una stazione e rilasciato dopo la registrazione di una denuncia per diverse ipotesi di reato, riporta Attuale.

Le circostanze dell’ultimo fermo sono state caotiche, con un certo grado di violenza nel bel mezzo della folla. Un video virale mostra Gandhi trascinato all’interno di un bus, mentre oppone resistenza e si aggrappa a un finestrino prima di essere infine spinto dentro. In un’altra occasione, mentre veniva caricato su un mezzo della polizia, ha cercato di uscire dal finestrino ed è stato bloccato.

Gandhi, esponente di spicco dell’Indian National Congress, partito che ha governato l’India per decenni, è affiancato anche dalla sorella Priyanka Gandhi Vadra, anch’essa fermata con metodi bruschi. Le proteste attuali rappresentano una delle prime vere opposizioni contro il governo Modi e il suo partito, il Bharatiya Janata Party (BJP), noto per la sua linea nazionalista e induista.

La campagna di contestazione si concentra sulla figura del presidente della commissione elettorale, Gyanesh Kumar, responsabile di una revisione controversa degli elenchi elettorali che ha portato alla cancellazione di 134 milioni di nomi, molti dei quali appartenenti a classi sociali svantaggiate e non indù. Al momento, i cittadini colpiti possono richiedere di essere reinseriti nelle liste, ma con un procedimento complesso e lungo.

Le manifestazioni sono alimentate non solo dall’Indian National Congress, ma anche dal Cockroach Janta Party, un movimento giovanile nato online che ha riscosso un enorme seguito, specialmente tra i giovani indiani. Le tensioni sono esplose in risposta alla cattiva gestione di esami pubblici, che hanno portato alle dimissioni del ministro dell’Istruzione.

Le due anime delle proteste — l’opposizione parlamentare e il movimento giovanile del CJP — non sempre si coordinano, dando vita a manifestazioni separate. Rahul Gandhi e il suo partito cercano di capitalizzare il malcontento causato dalla disoccupazione giovanile, dalla corruzione e dall’inefficienza del governo, organizzando incontri in tutto il Paese.

La contestazione prosegue, con le opposizioni che promettono di continuare a manifestare finché Kumar non si dimetterà. Gandhi, nonostante le numerose denunce accumulate, ha dichiarato: «Considero ogni denuncia come una medaglia di onore; voglio arrivare a 100, e anche dopo continuerò a difendere la Costituzione».

I recenti eventi evidenziano un clima di crescente repressione nei confronti del dissenso in India, con le opposizioni che accusano sia Modi che il potente ministro dell’Interno, Amit Shah, di soffocare la libertà di espressione.

Modi, al potere dal 2014, ha adottato misure sempre più autoritarie, e sebbene il suo partito abbia ottenuto successi elettorali, le manifestazioni guidate dai giovani Scarafaggi rappresentano una rilevante espressione di malcontento. Attualmente, oltre 360 milioni di persone in India hanno tra i 15 e i 29 anni, molti dei quali trovano scarse opportunità nel contesto economico attuale.

Di fronte alle proteste, il governo ha inizialmente tentato la repressione, per poi attuare alcune concessioni. Tuttavia, dopo le manifestazioni recenti, il BJP ha accusato l’opposizione di creare un “clima di anarchia”. Il partito dei Scarafaggi ha lamentato che oltre 1.000 dei suoi volontari sono stati arrestati o fermati prima di poter partecipare alle manifestazioni.

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