Catania, 15 settembre 2026 – I voli all’aeroporto di Catania rimangono sospesi a causa della nuova eruzione di cenere dall’Etna. Il blocco di decolli e atterraggi, deciso ieri dallo scalo catanese Fontanarossa, continua fino alle 10 di questa mattina. Tuttavia, non si esclude che l’allarme rosso possa essere prolungato: tutto dipenderà dal prossimo bollettino Vona, riporta Attuale.
“Al momento l’attività del vulcano resta significativa. La cenere è un rischio per i motori degli aerei,” spiega Fabio Florindo, presidente nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La notte è stata segnata da disagi significativi per i passeggeri, molti dei quali sono stati costretti a dormire in aeroporto in attesa della ripresa dei voli, prevista per la tarda mattina di oggi. Tutti i voli, nel frattempo, sono stati dirottati sugli altri scali siciliani, con un notevole spostamento del traffico aereo su Palermo, ma anche su Comiso e Trapani. Speculazioni emergono riguardo ai costi elevati dei noleggi delle auto per raggiungere gli altri aeroporti.
Prolungata la chiusura dello scalo
“A causa dell’emissione di cenere vulcanica dall’Etna in atmosfera e della direzione dei venti prevalenti in quota, è stato disposto il prolungamento della chiusura dello spazio corrispondente ai settori C1 e B3,” comunicano dalla Sac, società di gestione dello scalo di Catania. La Sac invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di recarsi allo scalo.
Florindo (Ingv): “Vulcano monitorato h24”
“Ci sono momenti in cui l’attività diminuisce sensibilmente, ma l’Etna è un vulcano caratterizzato da una notevole variabilità. Io stesso, circa quindici giorni fa, ero salito con i colleghi per osservare le fratture aperte nella parte alta del vulcano. In quel momento sembrava che l’attività stesse progressivamente diminuendo; invece, negli ultimi giorni, ha mostrato una nuova significativa intensificazione,” riferisce Fabio Florindo, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “Come Istituto, monitoriamo costantemente il vulcano e forniamo le informazioni necessarie alle autorità competenti. Spettano a queste ultime le decisioni operative, comprese quelle relative all’eventuale limitazione del traffico aereo. Al momento, l’attività resta significativa,” conclude l’esperto.
“Cenere: è un rischio per i motori degli aeromobili”
“Per quanto riguarda l’Etna – continua – dobbiamo distinguere i diversi aspetti della pericolosità vulcanica. È un vulcano caratterizzato frequentemente da attività effusiva e stromboliana, con colate laviche, ma può produrre anche attività esplosiva ed emissioni importanti di cenere. Attualmente, uno dei problemi principali riguarda proprio la cenere vulcanica e le possibili conseguenze sul traffico aereo, poiché quantità significative di cenere in atmosfera possono rappresentare un rischio per i motori degli aeromobili.
Come funziona il monitoraggio dell’Etna
“Noi monitoriamo l’Etna 24 ore su 24,” conferma Florido, “e disponiamo di un sistema chiamato ETNAS, Etna Integrated Alert System: un sistema avanzato che integra diversi parametri di monitoraggio, tra cui i dati relativi al tremore vulcanico e dati geochimici. A questi si affiancano sistemi basati sull’intelligenza artificiale, che consentono di analizzare le informazioni.”
“Immaginando intuitivamente, il risultato può essere vissuto come una sorta di semaforo, che fornisce indicazioni sullo stato di attività del vulcano e sui possibili scenari. Grazie a questi strumenti e, soprattutto, al lavoro degli operatori che garantiscono il monitoraggio continuo, riusciamo a seguire l’evoluzione della situazione,” conclude. “É ancora difficile prevedere quanto durerà questa fase; l’attività resta sostenuta e ne seguiamo costantemente l’evoluzione.”