Attentato a Montecarlo: esplode bomba davanti alla casa di un oligarca ucraino
Lunedì a Montecarlo, un uomo ha lasciato uno zaino pieno di esplosivo di fronte alla casa di Vadym Iermolaiev, un oligarca ucraino che vive nel Principato dal 2022. La bomba è esplosa mentre Iermolaiev, la moglie e il figlio quindicenne rientravano a casa: i tre sono stati feriti e la donna è in pericolo di vita. Secondo le prime indagini, l’attentato non ha un movente politico ma è legato alle discusse attività finanziarie di Iermolaiev, o a quelle di un altro suo figlio, Artur, che vive in Israele, riporta Attuale.
Iermolaiev, 58 anni, è originario di Dnipro, nell’Ucraina orientale. Nel 1995 ha fondato l’azienda immobiliare Alef, espandendosi successivamente in vari settori, tra cui quello agroalimentare e dell’edilizia. Aveva anche investimenti vinicoli in Crimea, nei territori occupati dalla Russia. Il quotidiano Kyiv Independent lo definisce un “oligarca di Dnipro” che ha cercato di ottenere rilevanza a livello nazionale, senza chiare successi. I rapporti politici di Iermolaiev si estendono ai principali politici locali, alcuni dei quali hanno legami filorussi.
Dopo il trasferimento a Montecarlo, ha mantenuto i contatti con Dnipro, continuando a investire nel settore immobiliare. Tuttavia, i suoi rapporti con il governo ucraino sono deteriorati. Ha ottenuto la cittadinanza cipriota e ha rinunciato alla cittadinanza ucraina nel 2022, anno in cui è stato inserito nella lista di sanzionati dal presidente Volodymyr Zelensky per legami con la Russia. Le accuse spaziano su un’azienda vinicola in Crimea, con Iermolaiev che nega di avere prendere in gestione i suoi investimenti in aree occupate.
Le indagini non mostrano collegamenti diretti tra le attività di Iermolaiev e l’attentato. Tuttavia, la polizia monegasca sta indagando sul figlio Artur, 35 anni, arrestato a Cipro verso la fine del 2025 per frodi collegate a call center in Ucraina. Estradato in Estonia, ha raggiunto un accordo con la procura pagando una multa e ottenendo la sospensione di una pena detentiva di 5 anni. Attualmente si trova in Israele. Un’altra persona legata a questa frode, Igor Komarov, è stata torturata e uccisa a Bali, suggerendo collegamenti pericolosi nella rete di truffe.
Le immagini della videosorveglianza mostrano un uomo vestito di nero che ha lasciato lo zaino prima di fuggire. Ancora non è stato identificato ed è prematuro stabilire se l’attentato sia una forma di ritorsione legata alle attività illegali del figlio.