L’Irlanda assume la presidenza dell’Unione Europea, segna un cambiamento rispetto al 2013

01.07.2026 10:05
L'Irlanda assume la presidenza dell'Unione Europea, segna un cambiamento rispetto al 2013

La presidenza del Consiglio dell’Unione Europea passa all’Irlanda, dopo 10 anni di attesa

Mercoledì 1° luglio, l’Irlanda assumerà la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, un ruolo che conserverà per i prossimi sei mesi, a cambio di Cipro. Questo passaggio segna un importante momento di rinnovamento per il Paese, che da quando ha ricoperto l’ultima presidenza nel 2013 ha vissuto una trasformazione significativa, riporta Attuale.

Il Consiglio dell’Unione Europea è composto da un rappresentante di ciascun governo dei Paesi membri, variando a seconda delle questioni in discussione, come la riunione dei ministri dell’Economia in caso di tematiche economiche. La presidenza, che cambia ogni sei mesi, offre l’opportunità ai Paesi, in particolare a quelli più piccoli, di influenzare temporaneamente i lavori legislativi e di guadagnare visibilità. Durante il semestre, sono previste circa 280 riunioni in Irlanda.

Nel 2013, l’Irlanda stava emergendo da una grave crisi economica, essendo stata il primo paese europeo a soffrire le conseguenze della bolla immobiliare che scatenò la crisi globale del 2008, con l’adozione di rigide misure di austerità economica. In quell’occasione, la presidenza era stata definita dai diplomatici “presidenza dell’acqua di rubinetto” a causa del suo approccio frugale. Le spese allora furono nettamente inferiori rispetto all’edizione precedente, con una riduzione del 50%. Oggi il panorama è notevolmente cambiato.

L’Irlanda è ora il secondo Paese con il più alto PIL pro capite nell’Unione, subito dopo il Lussemburgo, e presenta un bilancio statale solido. Per il semestre di presidenza, il governo prevede di spendere 293 milioni di euro, una cifra tripla rispetto ai costi sostenuti da Cipro e Danimarca. Le spese medie per la presidenza ceca nel 2022 erano di circa 100 milioni di euro.

Un terzo di questo budget sarà dedicato alla sicurezza degli eventi, riflettendo la storica neutralità dell’Irlanda e l’importanza di non trovarsi impreparata. Negli scorsi mesi, manifestazioni contro l’aumento dei prezzi del carburante avevano paralizzato il Paese. In risposta, l’Irlanda ha investito 1,7 miliardi di euro per rafforzare le difese aeree, in seguito all’avvistamento di droni non identificati durante la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un appuntamento chiave sarà la riunione a Dublino della Comunità Politica Europea, dove sono attesi leader di 47 Paesi a novembre.

A differenza del 2013, oggi l’Irlanda è diventata una contributrice netta al bilancio dell’Unione, versando più risorse di quelle ricevute. Questo benessere economico deriva in gran parte dalle multinazionali che operano nel Paese, attratte da un regime fiscale favorevole. Nel 2024, il 46% delle entrate fiscali generate dalle aziende proviene da tre compagnie statunitensi: Apple, Microsoft e Eli Lilly. Nel 2026, l’Irlanda prevede un surplus di bilancio di oltre 9 miliardi di euro, su un PIL annuale di circa 500 miliardi di euro.

Tuttavia, la dipendenza dalle tasse delle multinazionali e l’atteggiamento collaborativo del governo verso di esse possono creare delle difficoltà durante la presidenza, specialmente nei negoziati riguardanti l’intelligenza artificiale e i regolamenti digitali. Le multinazionali tecnologiche esercitano una notevole influenza, come nel caso di Facebook nel 2013, quando si sospettava che avesse condizionato gli orientamenti del primo ministro irlandese di allora, Enda Kenny, sulle politiche di protezione dei dati.

La nuova commissaria per la protezione dei dati, Niamh Sweeney, è stata precedentemente una lobbista per Meta, l’azienda madre di Facebook, WhatsApp e Instagram. La sua predecessora, Helen Dixon, ha poi assunto un ruolo legale presso Meta dopo aver lasciato l’incarico.

Uno dei compiti più impegnativi della presidenza irlandese sarà affrontare le trattative per il bilancio pluriennale dell’Unione 2028-2034, che si intensificheranno a dicembre. La proposta ciprota di riduzione delle spese del 2% era stata considerata insufficiente dai “Paesi frugali” del Nord Europa, notoriamente favorevoli alla rigorosità fiscale.

L’Irlanda, ora in una posizione di benessere economico, tende a preferire i tagli al bilancio, una rivoluzione rispetto al passato quando cercava fondi europei. L’attuale ministro delle Finanze, l’ex primo ministro Simon Harris, vanta una significativa esperienza, mentre le possibilità di influenzare la politica estera rimangono limitate, poiché la coordinazione delle riunioni dei ministri degli Esteri è compito dell’Alta rappresentante, Kaja Kallas.

Pur essendo la maggior parte delle riunioni fissate a Dublino, l’Irlanda ha pianificato iniziative come abbinare ciascuna delle sue 26 contee a uno Stato dell’Unione, creando una rete di collaborazione. L’Irlanda ha infatti raggiunto una fase di notorietà senza precedenti, grazie al suo dinamico panorama culturale e musicale, supportato da artisti emergenti e da un’industria cinematografica fiorente, come dimostra il talento di autori come Sally Rooney.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere