Femminicidi e gender pay gap: Alessandra Kustermann al Festival di Luce! per discutere di prevenzione e cultura

16.10.2025 12:05
Femminicidi e gender pay gap: Alessandra Kustermann al Festival di Luce! per discutere di prevenzione e cultura

Firenze, 16 ottobre 2025 – Il giorno dopo l’ennesimo femminicidio, con la morte praticamente in diretta di Pamela Genini, massacrata di coltellate dall’ex che già l’aveva minacciata di morte, diventa fondamentale riflettere sul fenomeno per capire come invertire la tendenza, davvero. Il numero delle donne uccise dall’inizio dell’anno si avvicina a 70, di cui – secondo il Viminale – 51 in ambito familiare o affettivo, riporta Attuale.

Il tema sarà al centro del Festival di Luce! 2025, in particolare durante il panel di sabato mattina (alle 10.55) dedicato a “Educare alla consapevolezza”. Sul palco dialogheranno Alessandra Kustermann, presidente SVS Donna Aiuta Donna, già direttrice del reparto di Ginecologia e Ostetricia della clinica Mangiagalli, Cinzia Canneri (fotogiornalista), Irene Boni (consigliere delegato Unhate Foundation) e Annamaria Russo (direttrice Engagement, Marca e Comunicazione Findomestic Banca).

Abbiamo chiesto ad Alessandra Kustermann come si può fare prevenzione contro la violenza di genere: “Prevenzione è eliminare la violenza degli uomini contro le donne, cambiare una cultura che tollera un maggiore potere maschile nelle relazioni, favorire un superamento del gender pay gap, causa di rinuncia al lavoro dopo le maternità. Dai dati ISTAT, le donne in situazioni svantaggiate subiscono più spesso violenza da partner conviventi: disoccupate (41,7%), casalinghe (47,1%) e lavoratrici in nero (45,5%). Le donne occupate la subiscono da ex partner (37,0%) o da partner attuali (32,4%). Su 10.800 donne dei Centri Antiviolenza, solo il 39,5% sono occupate e il 58% ha figli, nel 38,2% minori. In Case Rifugio 1 ospite su 2 ha figli. In Italia 427.000 minori per Save the Children assistono alla violenza e nel 94% dei casi l’autore è un uomo: in genere il padre”.

Le conseguenze della violenza assistita

“La salute fisica e psichica dei figli peggiora; nel 48.5% dei casi assistono ai maltrattamenti e in 1 caso su 10 ne sono vittime. Subiscono un trauma incomunicabile, con vissuti e incapacità di reazioni. Le madri non ne parlano per dipendenza economica, cultura, paura di perdere i figli, timore di non essere credute e tutelate”.

Il progetto Ri-Nascita

“Il Progetto Ri-Nascita nasce dall’esperienza di SVS Donna Aiuta Donna e Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate, con Campacavallo. In un’antica cascina di Milano nel Parco Sud, stiamo rigenerando un luogo dove favorire la rinascita. Nel percorso di uscita dalla violenza investiamo sulla diade madre-figlio per restituire autostima e indipendenza economica, con formazione intensiva e lavoro protetto per due anni. Per i minori attività con educatori, teatranti, musicisti, artisti, allenatori, insegnanti, esperti di pet therapy, orticoltura e fotografia per accrescere resilienza, empatia e gentilezza, oltre a protezione e sostegno psicologico per rielaborare il trauma e facilitare una relazione positiva con la madre, rinforzandone la funzione genitoriale”.

Cambiare la cultura

“L’unica prevenzione possibile della violenza maschile contro le donne si basa su una modifica radicale della cultura diffusa che tollera un maggiore potere maschile nelle relazioni di coppia e nel mondo del lavoro. Fino a che il gender pay gap sarà considerato ineluttabile e il lavoro di cura sarà ritenuto prevalentemente una prerogativa femminile, rigorosamente gratuita, resterà il motivo di rinuncia al lavoro dopo le maternità”.

1 Comment

  1. Non posso credere che nel 2025 le donne debbano ancora subire tanta violenza. È scandaloso e inaccettabile. Servono interventi seri e azioni concrete per cambiare questa cultura. La società non può rimanere ferma di fronte a questi dati allarmanti!!! Dobbiamo alzare la voce.

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