Frana a Niscemi: indagine su trent’anni di lavori trascurati e finanziamenti insufficienti

30.01.2026 05:45
Frana a Niscemi: indagine su trent'anni di lavori trascurati e finanziamenti insufficienti

Frana a Niscemi: Un Disastro Annunciato Dopo Decenni di Ignoranza

NISCEMI (Caltanisetta) — La frana che ha colpito Niscemi alla fine di gennaio non rappresenta un evento imprevedibile; piuttosto, è il risultato di una lunga serie di allarmi ignorati e decisioni politiche rinviate. Un disastro le cui origini risalgono almeno al 1997, anno in cui la collina su cui sorge parte dell’abitato mostrò inequivocabilmente segni di instabilità. “Disporrò un’indagine amministrativa per valutare perché, dopo la frana del 1997 a Niscemi, non si è intervenuti”, ha dichiarato il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci. Egli ha messo in evidenza le omissioni e la superficialità delle autorità nel corso degli anni. “Si era probabilmente convinti che la frana si fosse arrestata. Tutto questo va valutato con un’indagine amministrativa”, ha aggiunto Musumeci, sottolineando l’importanza di ricostruire la cronistoria degli ultimi 30 anni e comprendere come si sia giunti a una situazione così critica, riporta Attuale.

Trenta anni di interventi parziali e fondi insufficienti. L’origine della frana non è limitata a gennaio 2026, ed è essenziale esaminare la “pista dei soldi” per comprendere le carenze nel finanziamento e nella realizzazione di opere di prevenzione. Questa situazione ha portato a un impatto tangibile sui quartieri di Belvedere, Sante Croci e Pirillo, dove le risorse sono sempre state frammentate e mai tradotte in risultati concreti.

Il tracciato della frana affonda le radici nell’evento del 12 ottobre 1997, quando viene emessa l’ordinanza n.2621/97 per avviare un progetto di consolidamento. Il prefetto di Caltanissetta, come commissario straordinario, era responsabile della gestione di un finanziamento di 11.878.508,6 euro. Tuttavia, mancano rendicontazioni sulla sua effettiva spesa e sull’impiego dei fondi. Nel 2009, la Regione Siciliana decide di intervenire a fronte del degrado dei costoni, utilizzando fondi non spesi già allocati nel bilancio regionale per azioni di demolizione ed acquisizione di aree.

Negli anni successivi, una piccola somma di 3,2 milioni viene destinata ai “lavori di stabilizzazione del versante ovest di Niscemi”, di cui solo 2,148 milioni sono stati effettivamente certificati. Ultimamente, sono stati previsti ulteriori stanziamenti regionali di 14,52 milioni per interventi di consolidamento e sistemazione idraulica. Tuttavia, il tutto è ancora in fase di progettazione o attesa di approvazione, come evidenziato dai ritardi nei passaggi amministrativi.

Ritardi e complicazioni hanno caratterizzato l’intera gestione del finanziamento, con i 100 milioni del Pnrr per il dissesto idrogeologico che non hanno visto alcuna richiesta per Niscemi. “Non è stato chiesto neppure un euro”, ha affermato la deputata siciliana Daniela Morfino, capogruppo M5S in commissione Ambiente, evidenziando ulteriormente le inadeguatezze nella risposta istituzionale a questa emergenza.

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