Medjugorje: Attacco vandalico al Santuario, statue profanate
Un attacco avvenuto nella notte tra lunedì e martedì ha danneggiato parte del santuario di Medjugorje, in Bosnia Erzegovina, meta di pellegrini da tutto il mondo che si recano per pregare la Madonna. Tre statue della “Gospa” sono state vandalizzate in luoghi iconici: nel retro della chiesa, sulla Collina delle Apparizioni e alla Croce Blu. Le scritte oltraggiose, realizzate con vernice nera, contengono insulti blasfemi come “Diavolo in gonnella” e “Malvagia”, con i volti delle statue deturpati. La polizia ha già fermato un vandalo, registrato dalle telecamere, che stava spargendo benzina sull’altare esterno di San Giacomo, danneggiando un telone ignifugo appena sostituito. Si tratta di un polacco di 31 anni con un passato da tossicodipendente, fermato a quindici chilometri dal santuario. Le indagini stanno esplorando diverse direzioni per comprendere il movente, che potrebbe essere un gesto folle o eversivo nei confronti della chiesa cattolica e ortodossa serba, riporta Attuale.
I danni al santuario sono stati scoperti intorno alle sei del mattino, mentre i pellegrini in visita al Podbrdo per la prima apparizione alla veggente notavano le statue profanate. La situazione ha suscitato sgomento e preoccupazione, poiché dal primo al sei agosto sono attesi 110mila fedeli per il “Madlifest”, il Festival Internazionale della Gioventù. I Padri Francescani che gestiscono la parrocchia hanno confermato che gli eventi religiosi e sociali programmati si svolgeranno come previsto, e l’autorità della Santa Sede, il Visitatore Apostolico monsignor Aldo Cavalli, ha rassicurato che l’attività del santuario non sarà interrotta.
Il gesto vandalico ha colpito anche i veggenti, figure discusse e amate nel contesto di Medjugorje; a distanza di 45 anni, alcuni di loro continuano a vivere visioni pubbliche e private, con incontri che attirano molti fedeli sulla collina del Podbrdo. Sui muri circostanti sono comparse frasi contro i veggenti, come “I veggenti sono impostori” e un striscione lasciato dal piromane sostiene di avere prove della sua affermazione.
Da quando sono iniziate le apparizioni nel 1981, Medjugorje ha vissuto momenti di tensione. Diverse commissioni della Santa Sede sono state nominate per valutare gli eventi, mentre figure di spicco della Chiesa si sono schierate sia a favore che contro la considerazione del luogo come meta di grande devozione. Il cardinale Schoenborn sostiene la spiritualità di Medjugorje, mentre il cardinale Ruini esprime scetticismo. “Profanazione da condannare” ha dichiarato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, aggiungendo che i moventi dell’attacco sono ancora da chiarire e potrebbero essere legati a “malattie mentali”.
“Questa vicenda ha sfregiato la fede popolare in un luogo che Papa Francesco ha definito come carico di spiritualità,” ha commentato Paolo Brosio, attivo in pellegrinaggi e promozione. “È un gesto criminale che colpisce un evento liturgico tra i più importanti al mondo, con oltre tre milioni di pellegrini lo scorso anno, a dimostrazione della fede che qui persiste. Per me è un dolore personale, questo luogo mi ha ridato la vita.”.