Violenti assalti ai cantieri Tav in Val di Susa: feriti e danni ingenti
I violenti assalti avvenuti nei giorni scorsi ai cantieri Tav in Val di Susa, che hanno provocato il ferimento di 124 appartenenti alle forze dell’ordine, 4 mezzi incendiati e oltre un milione di euro di danni, continuano a generare profonde ripercussioni sul piano giudiziario e politico, riporta Attuale.
Presso il carcere “Lorusso e Cutugno” si è svolta l’udienza di convalida del fermo dei due ventenni tedeschi bloccati in flagranza differita: la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per devastazione, lesioni e resistenza, ma i giovani si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e il gip si è riservato la decisione, attesa nella giornata di oggi. Parallelamente, i controlli a margine del festival “Alta Felicità” e ai valichi di frontiera hanno portato all’identificazione di oltre 3.300 persone, con il sequestro di esplosivi, pirotecnici, passamontagna e maschere antigas, sfociati in fogli di via, Daspo e decreti di allontanamento già convalidati.
L’eco degli scontri ha travalicato i confini nazionali con il ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot che ha spiegato come “l’uso di dispositivi incendiari è ancora più condannabile. L’opposizione è un diritto, ma la violenza non è mai un mezzo legittimo”. Sul fronte interno, il peso istituzionale della vicenda si è manifestato con la visita lampo a Chiomonte della premier Giorgia Meloni e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Di fronte a 120 agenti feriti portiamo qui la nostra presenza: lo Stato non si piegherà e non indietreggia”. A rincalzo, Matteo Salvini ha dichiarato che “certe manifestazioni non vanno più autorizzate e certi centri sociali vanno sgomberati e sigillati”, preannunciando norme contro il “terrorismo di piazza”.
Al Senato, il leghista Giorgio Maria Bergesio ha denunciato una regia eversiva “riconducibile al centro sociale Askatasuna”, rivendicando la risposta del Governo tra i 50 milioni per la valle e la proposta di una cauzione patrimoniale per i cortei: “Chi distrugge deve risarcire lo Stato fino all’ultimo centesimo”. Sulla stessa linea, il capogruppo leghista Eugenio Zoffili ha proposto di “valutare l’impiego dei soldati dell’Esercito a supporto delle Forze dell’ordine”, mentre il ministro Guido Crosetto ha espresso via radio profonda vicinanza ai militari feriti. Il clima infuocato ha spinto sia la maggioranza che l’opposizione a chiedere un’informativa urgente in Aula al ministro Piantedosi, sollecitata in primis dal deputato FdI Fabrizio Comba. Se Carlo Calenda denuncia una “tolleranza sviluppata dalla sinistra verso comportamenti violenti”, dal Pd Matteo Ricci e Federico Fornaro criticano la prevenzione: “Com’è possibile che i servizi non riescano a fermare violenti che arrivano da tutta Europa?”. Chiara Appendino (M5S) ha preteso anche Salvini in Aula su “un cantiere fermo da trent’anni”, mentre la Cgil ha chiesto tutela per i lavoratori invitando a non criminalizzare il dissenso.
La tensione si è riflessa nel Consiglio regionale del Piemonte, con FdI che ha ritirato la mozione di condanna della consigliera Paola Antonetto per evitare lo scontro procedurale con le minoranze che chiedevano di discutere subito il punto e l’ordine del giorno M5s sulle dimissioni di Piantedosi. Il capogruppo FdI Carlo Riva Vercellotti ha chiesto “la convocazione di un Consiglio dedicato per affrontare l’argomento in veste istituzionale”, mentre la dem Nadia Conticelli ha replicato: “Usano un tema importante per provare a dividerci, ma il corteo era annunciato: come sono potuti arrivare ai cantieri con le bombe in mano?”.