Riforma governance Rai: maggioranza accelera con emendamenti, opposizioni temono defezioni

28.07.2026 19:05
Riforma governance Rai: maggioranza accelera con emendamenti, opposizioni temono defezioni

Riforma della governance Rai: emendamenti depositati per superare lo stallo

La commissione parlamentare di Vigilanza Rai ha subìto un ulteriore stallo, spingendo il centrodestra a presentare emendamenti volti a ridefinire la governance del servizio pubblico. Tra le principali modifiche proposte, l’amministratore delegato sarà nominato dal consiglio di amministrazione e il mandato sarà esteso a quattro anni, mentre vengono respinte le proposte di riduzione del canone. Questi sviluppi si inseriscono in un contesto di paralisi politica, con il boicottaggio della Commissione che continua, ma con possibili defezioni nel centrosinistra, riporta Attuale.

Il passo avanti è stato confermato dai relatori Roberto Rosso e Claudio Fazzone di Forza Italia, i quali hanno depositato oggi in Senato quattro emendamenti per chiarire le questioni rimaste in sospeso. “C’è un accordo nella maggioranza”, ha dichiarato Rosso, con l’obiettivo di votare gli emendamenti il martedì 4 agosto e portare il disegno di legge in Aula a settembre.

Modifiche principali alla governance

Gli emendamenti presentati si concentrano su tre questioni centrali della riforma. Prima di tutto, il ministero dell’Economia continuerà a nominare due membri del Cda, ma non l’amministratore delegato, il quale sarà di competenza del consiglio di amministrazione. “Questa modifica serve a togliere l’Ad dal controllo del governo”, ha sottolineato Rosso.

In secondo luogo, si prevede un’estensione da tre a quattro anni della durata del mandato del consiglio di amministrazione della Rai. Infine, è stato eliminato il punto che prevedeva una riduzione del 5% del canone in situazioni eccezionali. “Il budget pubblico della Rai non può essere ridotto, il taglio non è possibile”, ha sintetizzato Rosso.

Riguardo alla scelta del presidente Rai, il processo di designazione rimarrà ratificato dalla Commissione di Vigilanza, ma il quorum dei due terzi sarà richiesto solo nelle prime due votazioni. “Dalla terza votazione in poi sarà sufficiente la maggioranza assoluta”, ha confermato il relatore.

Strategia del centrodestra in un contesto bloccato

Oggi, la commissione di Vigilanza rimane non ricostituita, a causa delle dimissioni dei commissari da parte delle opposizioni a inizio luglio. Non si prevede una soluzione prima della pausa estiva. Il centrodestra, orientato a ricreare la commissione, si trova in una situazione difficile per risolvere l’impasse sulla presidenza.

Le opposizioni, a loro volta, continuano a mantenere la linea del boicottaggio, dando al centrodestra l’onere di ricostruire la Commissione. Tuttavia, anche una volta creata, sarà necessario ottenere consensi oltre la maggioranza per la ratifica.

L’accelerazione sulla riforma sembra dunque una strategia per mantenere il quorum rafforzato nelle prime due votazioni, impedendo che il veto possa protrarsi all’infinito. Se la riforma entrerà in vigore, dal terzo scrutinio basterà la maggioranza assoluta per procedere con la nomina, riaprendo anche la questione del rinnovo complessivo dei vertici attuali.

Paralisi nella commissione di Vigilanza

Fino ad ora, la Commissione non è stata riformata e il centrosinistra rifiuta di nominare nuovi membri, sostenendo che farlo alle stesse condizioni perpetuerebbe lo stallo. Questa posizione è stata attuata dai partiti, tra cui Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva e Azione, che hanno redatto una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato. Il documento sottolinea la necessità di affrontare le cause politiche e istituzionali alla base della paralisi.

Il Partito Democratico ha cercato una mediazione per includere anche il partito di Carlo Calenda, evitando di menzionare i richiami del Colle come richiesto dai M5s. La firma delle lettere da parte di Matteo Richetti e Marco Lombardo dimostra una certa unità, ma i dubbi sulla coesione restano. Dovrà essere deciso se mantenere il boicottaggio, soprattutto considerando le speculazioni su eventuali “trattative parallele”.

Voti per superare l’impasse

Il centrodestra non può raggiungere il quorum richiesto per ratificare la nomina con l’attuale composizione della Commissione. Questo ostacolo potrebbe essere superato solo se la riforma venisse approvata. Ogni segnale di frattura nelle opposizioni sarà cruciale per la maggioranza.

In particolare, il partito di Calenda e il gruppo Misto sono monitorati attentamente. Futuro Nazionale ha richiesto di nominare un rappresentante nella prossima commissione, mirando a dialogare con il centrodestra. Tuttavia, l’opposizione degli altri membri del gruppo ha portato a confermare l’attuale esponente della Svp Dieter Steger.

Commissione di Forza Italia

Attualmente, Forza Italia è l’unico partito a aver confermato i propri membri, mantenendo i commissari uscenti Maurizio Gasparri, Roberto Rosso, Rita Dalla Chiesa e Andrea Orsini e aggiungendo Mario Occhiuto. Salvo sorprese, tutto sembra congelato fino alla ripresa dei lavori parlamentari, momento in cui la riforma della governance potrebbe essere a un passo dall’approvazione, modificando le regole del gioco.

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