Francia e Germania si accordano su una nuova strategia per l’industria automobilistica europea
Venerdì, Francia e Germania hanno annunciato un accordo su una strategia comune per «garantire il futuro dell’industria automobilistica europea», prevedendo un allentamento dei vincoli europei sulle emissioni e l’introduzione di incentivi per l’impiego di componenti prodotti in Europa, riporta Attuale.
Questa iniziativa, per ora solo una posizione comune, richiede il supporto degli altri paesi nel Consiglio dell’Unione Europea e nel Parlamento europeo, dove le opinioni variano notevolmente. Tuttavia, l’intesa tra i due paesi, i più influenti nel settore automobilistico, segnala un passo importante. Il governo tedesco ha sollecitato un ammorbidimento delle norme sulle emissioni, mentre quello francese ha insistito su garanzie per il “Made in Europe”.
Attualmente, le normative europee stabiliscono che dal 2035 le case automobilistiche devono ridurre del 100% le emissioni di anidride carbonica (CO2) rispetto ai livelli del 2021, il che implica il divieto di vendere automobili a benzina o diesel. Tuttavia, paesi come Germania e Italia hanno chiesto di ridurre questo vincolo al 90%, chiedendo che la Commissione europea compensi il restante 10% tramite l’uso di acciaio a basse emissioni.
I dettagli dell’accordo non sono stati resi pubblici, ma AFP ha avuto accesso a una bozza. Essa prevede una riduzione del 90% delle emissioni, con il rimanente 10% non compensato, oltre a misure per aiutare le case automobilistiche a rispettare i requisiti. Tra queste, l’inclusione dei veicoli a carburanti rinnovabili tra quelli considerati a “zero emissioni” e un’estensione dei crediti alle auto elettriche di qualsiasi dimensione, in risposta alle richieste della Germania.
D’altro canto, la Francia ha ottenuto garanzie per la produzione europea di componenti. Le aziende dovranno utilizzare componenti europei per il 70% nei loro appalti e finanziamenti pubblici, escludendo le batterie, per le quali è previsto che almeno il 10% venga prodotto in Europa. L’accordo include anche paesi extracomunitari come Regno Unito, Norvegia, Islanda e Svizzera, che dovranno firmare specifici accordi per accedere ai finanziamenti e agli appalti in condizioni eque.
Il settore automobilistico impiega circa 13 milioni di persone nell’Unione Europea e rappresenta il 7% del PIL complessivo. Tuttavia, è in crisi da tempo, a causa dell’aumento dei costi produttivi e dell’energia, della concorrenza dei marchi cinesi e dei significativi ritardi nella transizione verso veicoli elettrici.
Francia e Germania ora devono persuadere gli altri membri del Consiglio dell’Unione Europea a sostenere la loro strategia e trovare consenso nel Parlamento europeo, che discuterà e voterà sulla revisione degli obiettivi sulle emissioni per il 2035 il 23 novembre a Strasburgo.