Frente unito contro la norma ‘anti-cespugli’: Magi e Onorato promettono battaglia al Senato

20.07.2026 20:15
Frente unito contro la norma ‘anti-cespugli’: Magi e Onorato promettono battaglia al Senato

Riunione delle forze del centrosinistra contro l’emendamento della maggioranza

Le forze di centrosinistra, tra cui Più Europa, Partito socialista, Volt, Possibile, Centro democratico e il Progetto civico, si sono riunite alla Camera per opporsi all’emendamento della maggioranza che sterilizza i voti delle liste al di sotto del 3%, ad eccezione del ‘miglior perdente’. Questo provvedimento è stato criticato come incostituzionale, con l’appello specifico ai senatori affinché intervengano nel corso della discussione sul testo, riporta Attuale.

L’emendamento, definito ‘anti-cespugli’, ha già prodotto un primo effetto: unire forze politiche che, in passato, avevano pianificato strategie elettorali divergenti. La modifica, approvata in Aula, mira a ridurre la frammentazione e il potere ‘di ricatto’ delle formazioni più piccole, ma secondo i gruppi coinvolti potrebbe trasformare centinaia di migliaia di voti in consensi privi di valore, penalizzando le forze minori del centrosinistra, ora pronte a lottare contro questa disposizione al Senato.

Riccardo Magi, segretario di Più Europa e relatore di minoranza durante l’iter legislativo, ha guidato l’incontro, affermando che la modifica evidenzia come la maggioranza consideri i voti come ‘proprietà dei partiti’ invece che come espressione degli elettori. La segretaria di Possibile, Francesca Druetti, ha partecipato all’incontro via collegamento, mentre Ernesto Maria Ruffini, presidente di Più Uno, era assente a causa di impegni precedentemente programmati.

Dettagli sul funzionamento della norma ‘anti-cespugli’

Con il nuovo sistema, rimane fissato al 3% il limite necessario per le singole liste per poter partecipare alla distribuzione dei seggi. Tuttavia, per ogni coalizione, viene incluso anche la lista più votata tra quelle che non superano tale soglia, nota come ‘miglior perdente’.

Secondo le correzioni approvate, i voti ottenuti dalle altre liste che non raggiungono il 3% non contribuiranno più al conteggio della cifra elettorale nazionale della coalizione. Sebbene questi voti rimangano validi, non aiuteranno la coalizione a raggiungere la soglia del 42% necessaria per ottenere il premio di governabilità. La nuova disciplina risulta più severa rispetto all’attuale Rosatellum, che esclude dal conteggio esclusivamente le liste ferme sotto l’1%.

“Centinaia di migliaia, potenzialmente milioni di voti validi, non saranno conteggiati”, ha dichiarato Magi. Secondo lui, questo emendamento rappresenta una violazione evidente del principio costituzionale che sancisce l’uguaglianza e la libertà del voto.

Critiche da esperti di diritto costituzionale

In un collegamento, il costituzionalista Enrico Grosso, professore all’Università di Torino, ha sostenuto che l’emendamento è incontestabilmente incostituzionale. Durante le audizioni per la revisione della legge, Grosso ha rimarcato come l’emendamento sia giunto solo durante la discussione in Aula, impedendo un’adeguata valutazione da parte degli esperti di diritto.

Il problema risiede, secondo Grosso, non nella soglia di sbarramento, presente in diversi sistemi elettorali, ma nel fatto che il voto espresso da un cittadino per una lista non venga conteggiato se questa non supera il 3%. “Alcuni cittadini vedrebbero i loro voti semplicemente ‘buttati via’”, ha avvertito.

Implicazioni per il centrosinistra e opportunità per Renzi

Le conseguenze di questa modifica sono potenzialmente rilevanti per il centrosinistra, dove si stava discutendo la formazione di nuove alleanze centriste. Con la nuova regola, manifestarsi separati risulta notevolmente più rischioso. Inoltre, la nuova legge consentirà a Italia Viva di evitare l’obbligo di raccolta firme per i partiti con almeno un gruppo parlamentare entro il 31 dicembre 2025.

Appello a modificare la legge e il ruolo del Quirinale

Riccardo Magi ha lanciato un appello ai senatori affinché modifichino il testo approvato dalla Camera. Se la disposizione dovesse rimanere, la questione verrà sollevata in tutte le sedi, arrivando fino al presidente della Repubblica, ha concluso il segretario di Più Europa.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere