Funzionario russo legato al centro nucleare possiede quote di un’azienda ceca

24.10.2025 17:00
Funzionario russo legato al centro nucleare possiede quote di un’azienda ceca
Funzionario russo legato al centro nucleare possiede quote di un’azienda ceca

Un’inchiesta congiunta di The Insider e Investigace.cz ha rivelato che Aleksandr Petrov, vicedirettore del Centro federale nucleare russo sottoposto a sanzioni, detiene il 43% della società ceca Roboterm. L’azienda, con sede a Chotěboř, produce riscaldatori a induzione per la lavorazione dei metalli, utilizzati fino al 2022 anche dal gruppo “KamAZ”. Parallelamente, la società russa di Petrov, “Reltek”, fornisce apparecchiature simili ai produttori di missili “Iskander” e “Topol-M” e al principale istituto di ricerca per le armi nucleari, il VNIITF.

Legami tra industria russa e imprese europee

Petrov, ex ministro dell’Industria e della Scienza della regione di Sverdlovsk, ha guidato in passato la società “Reltek”, registrata nell’elenco riservato delle imprese della difesa del Ministero dell’Industria russo. L’azienda sviluppa sistemi di riscaldamento a induzione a duplice uso, impiegati nella produzione di componenti per razzi, artiglieria e veicoli blindati. Dopo l’inizio dell’invasione su larga scala, “Reltek” ha continuato a fornire apparecchiature a diversi impianti militari, tra cui il “Concern KEMZ” di Kizlyar e due imprese di “Roscosmos”, il “Votkinskij Zavod” e “Proton-PM”, produttori di missili strategici.

Accesso diretto a tecnologie europee

Secondo l’inchiesta, Petrov ha acquisito la quota del 43% in Roboterm nel 2005, ottenendo così accesso diretto alle tecnologie europee nel campo del riscaldamento a induzione. Da allora, è rimasto titolare della partecipazione attraverso la società RT s.r.o., unica beneficiaria di Roboterm. Tale connessione, sottolineano i ricercatori, potrebbe rappresentare un canale per l’aggiramento delle sanzioni europee e la possibile trasmissione di tecnologie a uso militare verso la Russia.

Preoccupazioni per il controllo delle sanzioni

Gli autori dell’inchiesta affermano che il controllo delle sanzioni in Repubblica Ceca resta insufficiente e che i prodotti delle imprese ceche continuano a raggiungere la Russia tramite Paesi terzi, tra cui la Turchia. Petrov, interpellato da Investigace.cz, ha commentato che “con la vittoria del partito di Andrej Babiš la situazione potrebbe migliorare”. Le autorità ceche ed europee, secondo gli esperti, dovrebbero rafforzare la supervisione sulla proprietà e sui flussi finanziari dei cittadini russi coinvolti nel settore della difesa.

Possibili misure dell’UE e di Praga

La partecipazione di Petrov in Roboterm e i legami con l’industria bellica russa sollevano dubbi sulla conformità alle sanzioni dell’UE. Le autorità ceche potrebbero avviare un’indagine e considerare la sospensione dei diritti di proprietà o il congelamento degli asset fino al termine delle verifiche. A livello europeo, il caso potrebbe portare a nuove misure restrittive nei confronti di Petrov e delle aziende connesse al complesso militare-industriale russo.

1 Comment

  1. Ma dai, incredibile come uno possa aggirare le sanzioni in questo modo! Sembra quasi un gioco di prestigio, una schifezza! Bisognerebbe fare qualcosa di serio per fermare questi legami tra Russia e Europa. Qui in Italia ci lamentiamo spesso, ma è l’Europa che deve prendere in mano la situazione.

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