Gholamreza Soleimani, capo dei basij, ucciso in un attacco israeliano: il terrore sulle strade iraniane

18.03.2026 08:05
Gholamreza Soleimani, capo dei basij, ucciso in un attacco israeliano: il terrore sulle strade iraniane

Attacco a Teheran: ucciso il generale Gholamreza Soleimani

Il generale di brigata Gholamreza Soleimani, a capo delle forze paramilitari basij, è stato ucciso in un raid israeliano, insieme al suo vice Seyyed Karishi, confermato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione all’agenzia di stampa iraniana Tasnim. L’attacco è stato descritto come un’azione condotta dal «nemico americano-sionista», segnando un’importante perdita per la gerarchia militare di Teheran, riporta Attuale.

Due funzionari israeliani hanno precisato che i due uomini sono stati colpiti mentre si trovavano in una tenda utilizzata come quartier generale improvvisato, temendo che le loro posizioni fisse potessero essere bersaglio di raid. Il generale Soleimani aveva guidato i basij, le forze di sicurezza interne del regime, dal 2019; la sua nomina era stata decisa personalmente dalla Guida suprema, Ali Khamenei.

I basij rappresentano una milizia paramilitare subordinata ai Guardiani della rivoluzione islamica, con centinaia di migliaia di membri attivi. Fondati durante la Rivoluzione del 1979 per difendere il regime, oggi svolgono un ruolo cruciale nella repressione delle proteste antigovernative. Sotto la guida di Soleimani, i basij hanno condotto la repressione più violenta mai vista nella Repubblica islamica, in particolare in seguito all’uccisione di Mahsa Amini nel 2022, evento che ha scatenato ondate di manifestazioni durante le quali sono stati uccisi migliaia di manifestanti.

Nato nel 1964 in Iran, Soleimani non era collegato al famoso generale delle Forze Quds, Qassem Soleimani, ma era anch’esso un esperto militare, avendo combattuto nella guerra Iran-Iraq. Dopo la fine del conflitto, ha ricoperto vari ruoli di comando e aveva una preparazione accademica in storia, rendendolo non solo un militare ma anche un ideologo del regime.

La morte di Soleimani potrebbe segnare un cambio importante nella strategia della repressione in Iran, mentre il governo di Teheran affronta una crescente insoddisfazione popolare e pressioni internazionali. Le reazioni globali alla sua uccisione sono in attesa, con potenziali implicazioni per la stabilità regionale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere