Giorgetti sul aumento della spesa: «Decide il Parlamento, niente tagli a scuola e sanità»

22.07.2026 17:35
Giorgetti sul aumento della spesa: «Decide il Parlamento, niente tagli a scuola e sanità»

Giorgetti chiarisce il finanziamento per la difesa: il governo valuta prestiti europei e Btp

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha affrontato la questione del prestito europeo per la difesa, sottolineando che, sebbene presenti vantaggi, porta anche con sé una burocrazia significativa. In una dichiarazione alla Camera, ha affermato: «Possiamo finanziare la spesa pubblica con i Btp», riporta Attuale.

Durante il question time, Giorgetti è stato interpellato su come il governo intenda reperire fondi per accrescere la spesa militare. Ha evidenziato che è necessaria una decisione dell’aula parlamentare, poiché un aumento delle spese per difesa e energia richiede «uno scostamento di bilancio» che deve essere approvato con una «maggioranza qualificata».

In merito all’utilizzo dei prestiti europei dal programma Safe o il finanziamento tramite Btp, ha affermato: «Lo valuteremo assieme». Tuttavia, ha garantito che non ci sarà alcuna riduzione delle spese per educazione e sanità per finanziare la difesa. Questo ha sollevato interrogativi da parte dell’opposizione, in particolare da Nicola Fratoianni di Avs e Benedetto Della Vedova di Più Europa, che chiedono chiarezza sulle modalità di finanziamento.

La flessibilità europea e l’impatto sulla spesa pubblica

Fratoianni ha esposto preoccupazioni riguardo al bilanciamento tra impegni NATO e la salute dei conti pubblici. Giorgetti ha risposto sostenendo che l’aumento della spesa per la difesa può essere gestito senza compromettere altri obiettivi grazie a una pianificazione pluriennale e all’utilizzo di strumenti di flessibilità europei. Ha anche specificato la necessità di attivare la clausola di salvaguardia nazionale, sottolineando che tali decisioni devono passare attraverso il Parlamento.

Il ministro ha rivendicato che l’Italia è stata autorizzata a utilizzare la flessibilità non solo per il settore della difesa, ma anche per affrontare le esigenze energetiche, promettendo quindi spese aggiuntive senza intaccare altri settori come l’educazione e la sanità. Il dibattito ha incluso le modalità di spesa necessarie per raggiungere il target del 5% del Pil, ripartito in spese per la difesa e per la sicurezza in senso più ampio, inclusa la cybersicurezza.

Giorgetti sulla questione Safe e Btp

Giorgetti ha affrontato la questione della richiesta di fondi dal programma Safe, evidenziando che l’Italia deve fare una scelta chiara. Ha confermato che il processo di finalizzazione per accedere a tali fondi è in corso, con tredici adesioni già sottoscritte. Nonostante i potenziali vantaggi, ha messo in guardia da possibili svantaggi legati a un utilizzo poco chiaro dei fondi.

Comunicazione al Parlamento e proiezione futura

Riguardo alla procedura di bilancio, ha sottolineato che spetterà al Parlamento decidere l’eventuale scostamento di bilancio. Ha confermato che, grazie alla strategia attuata dal governo, l’Italia non ha incontrato difficoltà nel collocare i Btp sui mercati, consentendo un’analisi continua tra le due opzioni di finanziamento.

Rassicurazioni sulla crescita economica

Infine, Giorgetti ha respinto le preoccupazioni sollevate da Italia Viva riguardo a un rallentamento dell’economia italiana, affermando che attualmente non ci sono evidenze di scostamenti significativi rispetto alle previsioni di crescita stabilite dal governo. Riguardo al disavanzo, ha rinviato a settembre per una valutazione più precisa, con potenziali revisioni al ribasso in arrivo.

1 Comment

  1. Ma come si fa a decidere così! I fondi per la difesa e poi nessun taglio a scuola e sanità? L’italiano medio se la passa male già così, e ora rischiamo di finire in un mare di burocrazia europea che ci farà perdere tempo e soldi… ma insomma, chi lo ha deciso?

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