Giuseppe Conte si prepara a ricandidarsi alla presidenza del Movimento 5 Stelle, con le candidature che si apriranno domani e si chiuderanno il 10 settembre. La scadenza del suo mandato risale al 6 agosto, ma attualmente si trova in prorogatio in attesa di essere eletto un nuovo leader. Secondo i parlamentari del Movimento, la riconferma di Conte sembra quasi certa, con dichiarazioni che descrivono la situazione come «solo una formalità», riporta Attuale.
Domani l’apertura delle candidature
Il messaggio di Conte, rivolto alla base pentastellata, offre indicazioni chiare su come partecipare alla corsa per la presidenza del partito. Le candidature si apriranno domani alle ore 12 e resteranno aperte fino alle 22 di mercoledì 10 settembre. Subito dopo la chiusura, il Comitato di Garanzia verificherà i requisiti per l’ammissibilità. Tra i criteri principali, il candidato non dovrà essere stato iscritto ad altri partiti negli ultimi dieci anni, non dovrà avere procedimenti penali in corso e non potrà essere membro di associazioni massoniche. Le candidature saranno pubbliche e dovranno raccogliere almeno 500 firme dagli iscritti entro cinque giorni. La votazione è attesa tra fine settembre e inizio ottobre.
La riconferma di Conte
Interrogando i parlamentari, appare chiaro che i candidati per la presidenza possono essere pochi, se non addirittura assenti. Le reazioni variano da «che io sappia, nessuno» a «non si vocifera di alcun nome forte», suggerendo che Conte possa continuare a guidare il partito. Conte, già presidente dal 6 agosto 2021, ha ottenuto il 92,8% dei consensi in quell’occasione, con un totale di 62.242 voti favorevoli contro 4.822 contrari, succedendo a Vito Crimi.
Il dopo “Nova”
Questa votazione rappresenta un importante banco di prova per Conte, a pochi mesi dall’esperienza di “Nova”, processo costituente che ha segnato una svolta per il Movimento 5 Stelle. A novembre, gli iscritti hanno approvato online una modifica dello statuto, eliminando la figura del “garante” e ufficialmente escludendo Beppe Grillo dalle dinamiche interne del partito, approvata con il 62,3% dei voti. Inoltre, è stata superata la storica regola dei due mandati, segnando l’inizio di una nuova fase. Le preferenze che Conte riuscirà a raccogliere saranno un indicatore fondamentale della sua capacità di guidare il partito in questa nuova era, secondo la percezione degli iscritti.