Giuseppe Di Dio, sedicenne modello ucciso “per errore” a Capizzi, la comunità è sotto choc

02.11.2025 16:35
Giuseppe Di Dio, sedicenne modello ucciso “per errore” a Capizzi, la comunità è sotto choc

Messina, 2 novembre 2025 – Colpito per errore. È questa l’ipotesi che emerge riguardo all’omicidio di Giuseppe Di Dio, il sedicenne ucciso a Capizzi, nel Messinese, la notte scorsa. L’adolescente e un 22enne rimasto ferito nella stessa sparatoria si trovavano davanti a un bar nella centrale via Roma e potrebbero essere stati coinvolti in maniera accidentale. Per gli investigatori, l’obiettivo dell’agguato sarebbe stato un altro, riporta Attuale.

Chi è la vittima

Chi conosceva Giuseppe Di Dio lo descrive come un ragazzo modello. Frequentava il terzo anno dell’alberghiero presso l’istituto ‘Ettore Majorana’ a Troina (Enna) e per questo viaggiava ogni giorno per andare a scuola. Quando non studiava, poi, dava una mano nella conduzione dell’azienda agricola della famiglia. Nulla sembra quindi poterlo collegare in alcun modo ai tre Frasconà arrestati, già noti per precedenti penali.

Un paese sotto choc

Sotto choc il piccolo centro di Capizzi, comune con poco meno di tremila abitanti, situato sul versante meridionale dei Nebrodi. “La nostra comunità è distrutta dal dolore – afferma il sindaco Leonardo Giuseppe Principato –. Non so cosa sia scattato nella mente di chi ha sparato”.

Chi sono i tre arrestati

Il presunto assassino si chiama Giacomo Frasconà e ha 20 anni. Con lui sono stati arrestati il padre Antonio, di 48 anni, e il fratello Mario, di 18, che avrebbero accompagnato il presunto omicida davanti al bar.

“Conosco la famiglia del presunto omicida, persone con diversi precedenti penali – racconta il sindaco –. L’anno scorso alcuni componenti della famiglia sono stati indagati per aver dato fuoco alla caserma dei carabinieri; due giorni fa, sono stati sottoposti a controlli perché sospettati di possedere armi. Ieri sera poteva essere una strage; quel bar è frequentato da molti ragazzini. I nostri carabinieri sono pochi e più volte ho chiesto al prefetto dei rinforzi”.

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