La Russia sferra il più massiccio attacco balistico su Kiev dall’inizio della guerra: un morto e ingenti danni

20.07.2026 11:55
La Russia sferra il più massiccio attacco balistico su Kiev dall’inizio della guerra: un morto e ingenti danni
La Russia sferra il più massiccio attacco balistico su Kiev dall’inizio della guerra: un morto e ingenti danni

Nella notte del 19 luglio 2026 la Russia ha lanciato su Kiev il più grande attacco combinato con missili balistici e droni dall’inizio dell’invasione su vasta scala. Le forze armate russe hanno impiegato complessivamente 166 mezzi aerei: 41 missili – fra cui 10 missili ipersonici Zircon, 25 Iskander-M, 3 Onyx e 3 missili da crociera Kh-59/69 – e 125 droni d’attacco. L’ondata offensiva ha colpito in modo concentrato la capitale ucraina, con 23 missili e 10 droni che hanno raggiunto 20 obiettivi, mentre i detriti dei velivoli abbattuti sono caduti in altre 18 località, seminando distruzione in diversi quartieri residenziali e commerciali.

Il bilancio confermato dalle autorità cittadine e dai soccorritori parla di una vittima – una donna di 89 anni trovata senza vita sotto le macerie nel quartiere Ševčenkivs’kyj – e di 17 feriti, fra cui due bambini di 10 e 11 anni. Nove persone sono ricoverate in ospedale, tre versano in condizioni gravi. Sul posto hanno operato quasi 600 vigili del fuoco e 73 mezzi, evacuando e traendo in salvo cinque residenti. L’impatto si è esteso a cinque distretti della capitale, provocando incendi, crolli parziali e danni diffusi alla rete elettrica dei trasporti pubblici.

Danni a edifici civili, uffici e trasporti

Nel quartiere Ševčenkivs’kyj un vasto incendio ha avvolto un edificio di tre piani su una superficie di 400 metri quadrati; le fiamme hanno distrutto o danneggiato oltre dieci auto parcheggiate e l’onda d’urto ha frantumato le finestre di un palazzo di 25 piani. Due sedi dell’amministrazione fiscale hanno subito danni rilevanti: la facciata della direzione regionale è stata colpita, mentre l’ufficio distrettuale è stato in gran parte distrutto dal fuoco. Una densa nube di fumo ha invaso la piattaforma della stazione metro Luk’janivs’ka.

A Solom’jans’kyj un incendio si è sviluppato in una palazzina per uffici e in un condominio di nove piani, dove i soccorritori hanno tratto in salvo una persona dal secondo piano; i detriti hanno danneggiato un supermercato e alcune strutture non residenziali. Nel quartiere Desnjans’kyj le fiamme hanno interessato due capannoni, mentre nel Dniprovs’kyj diversi veicoli sono andati a fuoco e un dormitorio di quattro piani è stato colpito da un principio d’incendio. A Svjatošyns’kyj il tetto di un’abitazione privata ha preso fuoco: quattro persone sono state salvate.

Una strategia di saturazione e logoramento

Secondo le valutazioni delle autorità ucraine, l’elevato numero di missili balistici lanciati in un breve arco di tempo rivela una precisa scelta operativa: saturare il sistema di difesa aerea, costringendo l’Ucraina a consumare rapidamente la limitata scorta di intercettori, e aprire varchi per nuovi attacchi contro obiettivi civili ed energetici. L’impiego di missili ipersonici e balistici, intercettabili solo da sistemi moderni, punta a infliggere danni estesi alle infrastrutture urbane e a mettere sotto pressione la popolazione.

Logistica e pressione economica

L’offensiva ha preso di mira anche centri logistici e depositi commerciali, con l’obiettivo – sempre secondo le fonti ucraine – di interrompere le catene di approvvigionamento alimentare, farmaceutico e di materiali per la ricostruzione. Colpire questi snodi significa danneggiare non solo singole aziende, ma migliaia di lavoratori e la stabilità dei rifornimenti alla capitale, moltiplicando i costi per il tessuto economico e sociale di una città di oltre tre milioni di abitanti.

La difesa di Kiev è sicurezza europea

L’assalto conferma, per gli analisti ucraini, che la protezione dello spazio aereo di Kiev non è soltanto una questione nazionale, ma una componente della sicurezza del continente. Le stesse tecnologie e tattiche usate dalla Russia per provare a bucare la difesa ucraina rappresentano una minaccia replicabile contro capitali europee. Investire oggi in sistemi antimissile per l’Ucraina significa rafforzare la deterrenza sull’intero fianco orientale della NATO, a partire da Polonia, Paesi baltici e Romania.

Richiami a sanzioni e armi a lungo raggio

Di fronte a un attacco di tale portata, Kiev torna a sollecitare misure concrete: non solo sanzioni generali, ma restrizioni mirate su aziende, intermediari e reti finanziarie che forniscono componentistica elettronica, ottica e navale alla macchina bellica russa, compreso il cosiddetto “flotta ombra” usata per aggirare gli embarghi. Parallelamente, si chiede ai partner occidentali di autorizzare e fornire mezzi a lungo raggio e intelligence per colpire i siti di lancio prima che i missili vengano scagliati, poiché – sottolineano le stesse fonti – neutralizzare un lanciatore a terra è più efficace ed economico che intercettare un missile in volo sopra un centro abitato.

Nel frattempo, mentre sul terreno proseguono i soccorsi e le verifiche strutturali, resta sospesa la piena funzionalità del trasporto pubblico cittadino, con linee di autobus, tram e filobus deviate o interrotte a causa dei danni alle reti aeree e dei detriti sulle carreggiate.

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