Attacco statunitense in Iran: oltre 80 obiettivi colpiti in risposta agli attacchi sulle petroliere nel Golfo
Nella notte tra martedì e mercoledì, gli Stati Uniti hanno eseguito un attacco mirato contro l’Iran, colpendo più di 80 obiettivi tra cui sistemi di difesa aerea e piccole imbarcazioni dei Guardiani della Rivoluzione, in seguito agli attacchi contro tre petroliere nello stretto di Hormuz, riporta Attuale.
Il Comando delle forze armate statunitensi per il Medio Oriente (CENTCOM) ha confermato l’operazione, che ha visto coinvolti anche obiettivi strategici in risposta ai recenti attacchi alle navi commerciali. Mercoledì mattina, i Guardiani della Rivoluzione hanno rivendicato di aver risposto colpendo obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, intensificando ulteriormente la tensione nella regione.
Questi attacchi avvengono in un contesto di stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, proprio nel periodo dei funerali dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, iniziati il 4 luglio e previsti fino al 9. Khamenei era stato ucciso il 28 febbraio in un bombardamento israeliano, un evento che ha segnato l’inizio della guerra in Medio Oriente.
Ricordiamo che il 17 giugno era stato firmato un pre-accordo tra Stati Uniti e Iran con l’obiettivo di porre fine al conflitto, ma gli scontri sono riesplosi pochi giorni dopo, dopo che l’Iran aveva attaccato una nave portacontainer nello stretto di Hormuz.
Gli attacchi contro le petroliere non sono stati ufficialmente rivendicati dall’Iran, tuttavia, altre fonti suggeriscono che il regime possa essere coinvolto. I media di stato iraniani hanno riferito che almeno una delle navi ha tentato di attraversare il passaggio ignorando le indicazioni fornite dal regime.
Da marzo, quando l’Iran ha assunto il controllo dello stretto, ha utilizzato questa posizione come strumento di pressione, minacciando aggressivamente le navi che attraversano il passaggio senza autorizzazione. Il regime richiede ora che le petroliere seguano una rotta vicino alle coste dell’Oman, Paese con cui ha avviato trattative per una gestione condivisa del traffico marittimo. Tale rotta è considerata l’unica sicura, priva di mine navali, piazzate dalla marina iraniana durante il conflitto.
Inoltre, l’Iran ha imposto un pedaggio alle navi che transitano, pratica che non veniva attuata prima dell’inizio delle ostilità tra USA, Israele e Iran.