Gli studenti con disturbi di apprendimento avranno supporto all’università: proposta di FdI in discussione al Senato

24.09.2025 17:05
Gli studenti con disturbi di apprendimento avranno supporto all'università: proposta di FdI in discussione al Senato

La senatrice Anna Maria Fallucchi, firmataria di un disegno di legge volto a migliorare il supporto per studenti con Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) all’università, ha espresso preoccupazione per il numero crescente di giovani che, dopo l’iscrizione, abbandonano gli studi a causa della mancanza di adeguati strumenti di supporto. «Troppi studenti con Dsa si iscrivono all’università ma faticano a concludere il percorso per mancanza di supporti adeguati», riporta Attuale.

Dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia sono i quattro principali disturbi che rientrano nella categoria dei Dsa, un fenomeno in continuo aumento tra i giovani. Mentre il sistema scolastico obbligatorio ha già istituito misure normative per tutelare il diritto allo studio di questi studenti, l’università presenta ancora lacune normative. Ad oggi, ogni ateneo stabilisce regole differenti o non ne ha affatto. Attualmente, in commissione Cultura al Senato, è in discussione un disegno di legge destinato a colmare questo vuoto, introducendo a livello nazionale il Piano didattico personalizzato universitario (PDP-U). L’intento è quello di estendere le tutele già previste nella legge 170 del 2010 per il sistema scolastico all’ambito accademico. Il termine per la presentazione degli emendamenti scade il 29 settembre, dopodiché inizierà l’analisi delle proposte: «L’obiettivo è avere una legge vera e propria già dall’anno prossimo».

Dalla scuola all’università

Anna Maria Fallucchi, senatrice di Fratelli d’Italia, è sostenuta da cofirmatari come Mario Occhiuto, il quale, colpito dalla morte del figlio psicologo, è attivamente coinvolto in iniziative legate alla salute mentale. Da tempo, in Italia è già presente il Piano didattico personalizzato (Pdp), un documento esclusivamente scolastico che definisce interventi per supportare studenti con esigenze educative speciali, ma non classificabili come disabilità. Questo prevede misure compensative, come interrogazioni programmate, tempo aggiuntivo durante le verifiche e riduzione del carico di lavoro durante le prove, che sarebbero integrati nel PDP-U.

I Dsa e l’abbandono universitario

La mancanza di supporti adeguati per gli studenti con Dsa ha conseguenze dirette sulle loro prospettive future. «Preoccupa il fatto che questi ragazzi, dopo il liceo, si iscrivano all’università ma rischino di abbandonarla», ha dichiarato Fallucchi. Questo comporta la perdita di anni di impegno, specialmente per coloro che hanno già dovuto affrontare difficoltà significative nel loro percorso scolastico. È essenziale garantire il completamento degli studi universitari, sfruttando opportunità come il PDP, che ha migliorato l’approccio didattico per chi ha Dsa.

Esteso a tutte le università, ai master e ai dottorati

Le misure proposte si applicheranno a tutte le università statali e non statali, legalmente riconosciute, comprese quelle online, i corsi post-laurea, i master universitari e i dottorati. Sarà necessario un riconoscimento formale da parte degli enti competenti per procedere alla stesura del PDP-U, compito di una commissione appositamente designata. Il disegno di legge prevede che il Piano sia validato annualmente, con un monitoraggio semestrale per valutarne l’efficacia e l’adattamento alle necessità.

Il fondo per finanziare la formazione dei docenti

A queste misure si aggiungono proposte per garantire una formazione adeguata ai docenti, vista la differenza di contesto rispetto alla scuola. «In aule universitarie si trovano centinaia di studenti e per questo chiediamo più docenti formati e tutor per supportare gli studenti con Dsa durante gli esami». Questa formazione avrà un costo aggiuntivo, coperto da un apposito “Fondo nazionale per l’attuazione del PDP-U“, il cui ammontare deve ancora essere definito. Il fondo supporterà l’acquisto di tecnologie assistive, i compensi per i tutor e i corsi di formazione per i docenti, garantendo anche risorse per il supporto psicopedagogico.

Apertura nel centrosinistra?

La proposta potrebbe ricevere supporto anche dal centrosinistra. «Noi ce lo auguriamo, e pensiamo di sì – commenta Fallucchi – Trattandosi di un disegno di legge volto ad aiutare ragazzi con difficoltà specifiche, ci aspettiamo una volontà condivisa da tutte le forze politiche. Confidiamo che, attraverso gli emendamenti di tutti i gruppi parlamentari, si possa arrivare a un’approvazione definitiva.»

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