Roma, 5 maggio 2026 – L’ipotesi di una trasmissione da uomo a uomo esiste, ma è rara e documentata soprattutto per specifici ceppi, come l’Andes virus, e comunque richiede contatti molto stretti e prolungati. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva della Statale di Milano, commentando le ultime notizie sul caso della nave da crociera MV Hondius alle prese con un focolaio di hantavirus che ha già provocato tre decessi, con l’Oms che ipotizza la trasmissione da uomo a uomo, riporta Attuale.
“Plausibile che si siano infettati prima dell’imbarco”
“È una notizia che va letta con molta cautela. Quando si parla di hantavirus, bisogna ricordare che la modalità di trasmissione principale resta quella zoonotica, cioè il contatto con roditori infetti o con ambienti contaminati,” prosegue l’esperto, che ritiene “plausibile che i soggetti si siano infettati prima dell’imbarco”, considerando il periodo di incubazione che può arrivare fino a diverse settimane. Eventuali trasmissioni del virus a bordo, se confermate, riguarderebbero verosimilmente contatti ravvicinati, secondo l’esperto.
“Non siamo di fronte a virus respiratori ad alta diffusività”
Niente a che vedere con virus respiratori come il Covid, anche se è fondamentale non abbassare la guardia, sottolinea Pregliasco. “Non siamo di fronte a uno scenario simile a quello di virus respiratori ad alta diffusività come Sars-Cov-2 – spiega l’esperto – . Tuttavia, è corretto mantenere alta l’attenzione, rafforzare il tracciamento dei contatti e applicare misure precauzionali nei contesti chiusi.” Non a caso oggi l’Oms ha avviato il tracciamento dei passeggeri di un volo tra l’isola di Sant’Elena e Johannesburg, su cui viaggiava una passeggera olandese di 69 anni, morta per hantavirus dopo essere stata evacuata dalla MV Hondius.