I cuccioli di Stato: il legame tra Carlo Nordio e l’universo felino

01.11.2026 22:45
I cuccioli di Stato: il legame tra Carlo Nordio e l'universo felino

Il Legame Inaspettato tra Carlo Nordio e Taylor Swift

Il ministro Carlo Nordio ha creato un curioso legame con la celebre popstar Taylor Swift, avente come comune denominatore una vibrissa, comunemente nota come baffo, ovvero quei peli lunghetti che i gatti lasciano in giro. Quando nel 2021 JD Vance dichiarò che il potere negli Stati Uniti era detenuto da oligarchi, Democratici e donne senza figli accompagnate da felini, non sapeva di descrivere non solo la pop star di maggior successo degli ultimi decenni, ma anche, in parte, l’attuale guardasigilli. Nordio ha raccontato con orgoglio al Corriere che nel suo futuro non c’è spazio per la giustizia, ma solo per Rufus e Romeo Leonetto, i suoi gatti; una rappresentazione che riporta Attuale.

Secondo i dati Istat, nel 2024 in Italia gli animali domestici hanno superato il numero di 25 milioni, dando vita a quella che è definita la pet economy. Di conseguenza, questo nuovo capitolo del bestiario di palazzo non sorprende, considerando come il personale sia sempre più politicizzato. La cessione pubblica al richiamo della foresta domestica è un’abitudine sempre più consolidata tra i membri della nostra classe dirigente.

Silvio Berlusconi, indiscusso pioniere della zoo-politica, si è sempre distinto per la sua eccentricità e il suo attaccamento agli animali. Non ha mai nascosto il suo amore per i barboncini Dudù e Dudine, replicabili come la pecora Dolly. Inoltre, è noto per la storica fotografia pasquale in cui allatta un agnellino, un’immagine che unisce il vintage e il cristiano.

Berlusconi è stato uno dei soci fondatori del Movimento Animalista, insieme alla militante Brambilla e ad altre figure del centrodestra, creando un’alleanza politica che univa destra e sinistra, un vero e proprio “pascolo”. Tuttavia, la relazione tra politica e animali non è priva di insidie. Matteo Salvini ha vissuto in prima persona questa dinamica, trovandosi il profilo Facebook invaso da immagini di gatti durante l’iniziativa di protesta ‘gattini su Salvini’, una manifestazione pacifica di dissenso contro la sua retorica anti-immigrazione. Allo stesso modo, Mario Monti ha subito l’effetto inatteso di un cagnolino da adottare durante un’intervista nel 2013, evento che suscitò più confusione che tranquillità, rivelando i rischi di strategie politiche volte a conquistare favori tramite animali. In un contesto politico dove si cercano consensi a tutti i costi, occorre fare attenzione a non lasciare “il pelo” lungo la strada.

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