I rapporti tra Houthi e Iran si intensificano con il conflitto in Yemen

24.07.2026 12:05
I rapporti tra Houthi e Iran si intensificano con il conflitto in Yemen

Riprendono le ostilità tra Houthi e Arabia Saudita dopo anni di cessate il fuoco

Nei giorni scorsi, le tensioni tra gli Houthi, il gruppo armato alla guida di parte dello Yemen, e l’Arabia Saudita sono riesplose. Questo segna la prima ripresa delle ostilità dopo la conclusione della lunga guerra tra le due parti, durata dal 2014 al 2022, innescata da un recente attacco aereo, riporta Attuale.

Il 13 luglio, l’Arabia Saudita ha bombardato l’aeroporto di Sanaa, capitale dello Yemen sotto il controllo degli Houthi, per impedire l’atterraggio di un aereo che trasportava importanti funzionari Houthi di ritorno dal funerale dell’ex Guida suprema iraniana, Ali Khamenei (il volo è stato ora dirottato su un altro aeroporto). In risposta, gli Houthi hanno annunciato la chiusura dello stretto di Bab el Mandeb alle navi saudite.

Secondo un’inchiesta di Reuters, a bordo dell’aereo vi erano non solo dignitari e diplomatici, ma anche consiglieri militari iraniani, equipaggiamenti per missili e droni, nonché oro inviato dall’Iran per sostenere le attività degli Houthi. Questa scoperta evidenzia la complessità e la robustezza della relazione tra gli Houthi e l’Iran.

Tradizionalmente, gli Houthi sono identificati come un gruppo alleato dell’Iran, parte dell’asse di resistenza che sostiene Teheran nel Medio Oriente. Tuttavia, a differenza di altri membri di questo asse, gli Houthi sono noti per la loro indipendenza: condividono obiettivi militari e di politica estera con l’Iran, ma possiedono anche differenze religiose e priorità locali significative.

Il gruppo, ufficialmente noto come Ansar Allah, è emerso negli anni ’90, ma ha acquisito importanza nel panorama politico yemenita solo negli ultimi due decenni. I legami tra gli Houthi e l’Iran risalgono alla prima insurrezione Houthi dal 2004, repressa con la forza dal governo yemenita.

La guerra che esplose nel 2014 portò alla conquista di Sanaa da parte degli Houthi, costringendo il governo yemenita a riparare ad Aden. Da allora, il conflitto ha causato oltre 350.000 morti e ha generato un contesto complesso, spesso definito come guerra per procura tra Iran e Arabia Saudita. Tuttavia, gli Houthi hanno sempre mantenuto una loro autonomia, nonostante il supporto militare ricevuto dall’Iran, che include armi sofisticate difficili da produrre autonomamente.

È importante notare che questo supporto non implica che gli Houthi seguano ordini diretti da Teheran. Nel corso della guerra civile e dopo, hanno preso decisioni indipendenti, talvolta divergenti dalle priorità iraniane. Ad esempio, durante il conflitto nella Striscia di Gaza, mentre gli Houthi hanno lanciato attacchi contro le navi commerciali occidentali, l’Iran non ha intrapreso azioni dirette.

L’ultima aggressione da parte degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio 2026 ha ulteriormente complicato la situazione, con gli Houthi che hanno scelto di non intervenire, sollevando interrogativi sulla loro strategia e sulla possibilità di un accordo con Teheran riguardo a tale decisione.

In questo contesto, la relazione tra Houthi e Iran, pur essendo solidale, si adatta alle esigenze mutevoli della situazione. Gli Houthi, pur riconoscendo la loro dipendenza dagli armamenti iraniani, esercitano una notevole indipendenza nella loro strategia politica e militare locale.

Strategicamente, l’Iran e gli Houthi condividono l’ostilità nei confronti dell’Arabia Saudita, desiderosa di limitare l’influenza iraniana nei dintorni e di sradicare la presenza Houthi dai propri confini. La posizione antisionista e il rifiuto di influenze occidentali sono ulteriori punti in comune, sebbene le differenze ideologiche e religiose rimangano evidenti tra le due entità.

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