Il governo Meloni pronto a sospendere Schengen per affrontare l’emergenza migratoria a Ceuta
Roma, 31 luglio 2026 – Il governo Meloni si dice pronto a sospendere Schengen e a reintrodurre misure di controllo alle frontiere italiane che, di fatto, chiudono la libera circolazione con la Spagna. Dopo l’ondata di migranti che in queste ore ha raggiunto a nuoto l’enclave spagnola di Ceuta, la presidente del Consiglio ha annunciato che l’esecutivo è pronto a valutare “strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini” fino alla “sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”, riporta Attuale.
Le dichiarazioni del governo italiano sollevano interrogativi legali e politici. Il diritto dell’Unione europea non consente a uno Stato membro di sospendere unilateralmente l’Accordo di Schengen nei confronti di un altro Paese aderente. Infatti, permette solamente, in circostanze eccezionali e seguendo una procedura rigorosa, la temporanea reintroduzione dei controlli alle frontiere interne. Sarà quindi fondamentale stabilire se la situazione attuale a Ceuta costituisca uno di quei “casi eccezionali” previsti dalla normativa europea.
Il Codice Frontiere Schengen (Regolamento UE 2016/399), oggetto di una recente modifica nel 2024, stabilisce che uno Stato non può contrastare unilateralmente la libera circolazione. Tuttavia, la normativa contempla la possibilità di ripristinare i controlli interni in caso di gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza interna. Resta da chiarire se l’emergenza attuale giustifichi misure così drastiche.
In base alle disposizioni europee, la reintroduzione dei controlli deve essere limitata a quanto necessario e proporzionato alla situazione di crisi. Il governo Meloni è chiamato a dimostrare che l’attuale afflusso di migranti a Ceuta rappresenti una grave minaccia concreta per la sicurezza dell’Italia per giustificare l’implementazione di tali controlli.
La normativa richiede inoltre che prima di ripristinare i controlli, l’Italia notifichi la decisione alla Commissione europea e agli altri Stati membri, specificando le ragioni della misura e la sua durata. È compito della Commissione esprimere un parere sulla legalità della misura proposta.
Un altro aspetto da considerare è che il Codice Frontiere Schengen prevede che situazioni di gravi carenze nella gestione delle frontiere esterne possano implicare difficoltà per l’intero spazio Schengen. Tuttavia, decidere di agire unilateralmente rappresenterebbe una violazione delle procedure previste. Affinché il governo italiano possa gestire un’emergenza migratoria dalla Spagna, dovrà dichiarare che i recenti eventi a Ceuta implicano un rischio concreto per la sicurezza nazionale.
In conclusione, il governo italiano dovrebbe equiparare la gravità della situazione attuale con le linee guida europee e procedere seguendo le regole stabilite per una possibile reintroduzione dei controlli frontaliere temporanei. Le prossime mosse dell’esecutivo saranno cruciali per il rispetto della legalità europea e per la gestione della crisi migratoria.