Il governo italiano ha ufficialmente sospeso l’accordo di cooperazione in ambito Difesa con Israele, una decisione annunciata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, all’omologo israeliano, Israel Katz. La sospensione, comunicata proprio nell’ultimo giorno di validità del memorandum, è stata sorprendentemente rivelata dalla premier Giorgia Meloni, che ha sottolineato che «alla luce della rinnovata situazione internazionale», l’accordo non si intende rinnovato automaticamente, riporta Attuale.
L’accordo, in vigore dal governo Berlusconi II e ratificato nel maggio 2005, includeva diverse aree di cooperazione. Tuttavia, non è da confondere con il memorandum di cooperazione scientifica e tecnologica che alcune università italiane hanno scelto di non implementare, rifiutando di partecipare ai progetti scientifici correlati.
Il governo Berlusconi III
L’intesa risale al periodo del governo Berlusconi III, anche se la sua origine può essere riferita al Berlusconi II. Il memorandum è stato siglato a Parigi nel 2003 dai ministri della Difesa, Antonio Martino e Shaul Mofaz, mentre la ratifica parlamentare è avvenuta nel 2005.
I punti dell’intesa
Il “memorandum of understanding”, composto da undici pagine, copriva vari ambiti di cooperazione, tra cui:
- Industria della difesa e politica di approvvigionamento;
- Importazione, esportazione e transito di materiali militari;
- Operazioni umanitarie;
- Organizzazione delle forze armate;
- Struttura e materiali dei reparti militari;
- Formazione e addestramento;
- Questioni ambientali e inquinamento;
- Servizi medici militari;
- Storia militare;
- Sport militari.
I sei mesi per la sospensione definitiva
La sospensione del rinnovo automatico non avrà effetti immediati: ci vorranno sei mesi prima della decadenza ufficiale dell’accordo. I progetti in corso proseguiranno, ma non potranno avviarsi nuovi progetti fino a quando non verrà ripristinato l’accordo o ne verrà attivato uno diverso. Le parti si sono impegnate a concludere i progetti in corso entro sei mesi dalla sospensione.
La reazione israeliana
Il governo israeliano ha reagito dichiarando al giornale online Ynet che non si tratta di un accordo di sicurezza, ma di un memorandum privo di contenuti concreti, sostenendo che la decisione non ha un significato pratico. Tuttavia, l’accordo comprende vari aspetti relativi allo scambio di informazioni e dati tra le due nazioni. Nel caso in cui una delle parti manifesti la volontà di non rinnovare, entrambe dovranno cercare di risolvere la controversia e ripristinare l’intesa.
La scelta del governo
La decisione è stata condivisa da Giorgia Meloni, Guido Crosetto e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, come confermato da fonti governative. Tuttavia, quando la notizia è stata resa pubblica, Salvini ha riferito di non essere a conoscenza dei dettagli della scelta, affermando: «Sì, sono d’accordo, ma non so i contenuti». La controversia si fa sentire, nonostante la rete di cooperazione rimanente tra le due nazioni.