Il granchio blu risale il Po: analisi della migrazione in un contesto di siccità

12.08.2026 02:45
Il granchio blu risale il Po: analisi della migrazione in un contesto di siccità

La diffusione del granchio blu nel Delta del Po preoccupa gli ecologi

Ferrara, 12 agosto 2026 – La presenza del granchio blu nel Delta del Po sta suscitando allarmi tra gli scienziati. Questo crostaceo, originario delle coste americane, ha percorso circa 160 chilometri fino a Mantova. Secondo le segnalazioni recenti, gli esemplari avvistati appartengono esclusivamente al sesso maschile, un fenomeno che avviene in condizioni ambientali favorevoli. La ricercatrice Anna Gavioli dell’università di Ferrara, che studia il comportamento di questa specie, ha confermato che gli avvistamenti si sono intensificati negli ultimi anni, con segnalazioni recenti a Guastalla, la distanza più lunga registrata per questa specie in Europa, riporta Attuale.

La ricerca scientifica sul granchio blu

Anna Gavioli, 34 anni, è parte del gruppo di Ecologia diretto dal professor Giuseppe Castaldelli. A seguito dell’emergenza nelle lagune del Delta del Po, Gavioli ha dedicato le sue ricerche a monitorare il granchio blu, analizzando il suo comportamento e le sue abitudini. La ricercatrice collabora anche con Mattia Lanzoni, esperto di fauna locale, per monitorare l’impatto di questa specie invasiva sugli habitat naturali.

Un viaggio sorprendente: da Delta a Mantova

“Se dobbiamo basarci sui nostri studi, sui rilievi e le testimonianze raccolte direttamente, si è allontanato un bel po’ – spiega Gavioli. Ha percorso 160 chilometri dal Delta. È arrivato fino a Mantova”. I pescatori locali hanno segnalato i primi avvistamenti nel 2023, suggerendo che questa specie ha già iniziato a colonizzare nuove aree. Ultimamente, una segnalazione dai pescatori di Guastalla ha confermato la sua presenza a circa 190 chilometri dal mare.

Conseguenze della presenza del granchio blu

La scoperta di avvistamenti a Guastalla segna il record europeo per la diffusione di questa specie. In Spagna, il granchio blu è stato rinvenuto a 108 chilometri dalla foce del fiume Guadalquivir, ma con la presenza a Guastalla, la situazione diventa più seria. I ricercatori avvertono che il granchio blu è noto per i suoi tratti migratori che possono raggiungere i 100-120 chilometri, a seconda delle condizioni ambientali.

Il Delta del Po come habitat ideale

Il Delta sta diventando un “asilo” per i giovani granchi, che cercano cibo e protezione. La femmina depone le larve negli estuari per poi tornare al mare, mentre i maschi risalgono i fiumi per crescere e svilupparsi. “È come una sorta di palestra, si fanno i muscoli”, afferma Gavioli, sottolineando che questo fenomeno potrebbe essere cruciale per la preservazione della specie.

Rischi associati alla proliferazione del granchio blu

La concentrazione crescente di granchi blu porta a dinamiche pericolose all’interno dell’ecosistema. In caso di sovraffollamento, i granchi possono diventare cannibali, predando i più giovani. “L’acqua calda e la siccità stanno facilitando questi spostamenti”, avverte Gavioli. Tuttavia, la loro migrazione non è priva di rischi, poiché il granchio blu deve fronteggiare predatori come il persico trota e il pescegatto americano.

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