Elena Holotsvan: il mestiere di tanatoprattrice in Ucraina
Elena Holotsvan, specialista ucraina nel preparare i corpi dei defunti per i funerali, affronta la dura realtà della guerra in Ucraina attraverso il suo lavoro. La sua professione, sconosciuta nel paese fino a sei anni fa, mira a garantire un addio dignitoso ai cari delle vittime, molte delle quali sono in condizioni critiche a causa dei conflitti armati. «Il mio compito è ricostruire il volto e le parti mancanti per permettere ai familiari di salutare i propri cari senza paura», spiega. La sua dedizione la porta anche a offrire i suoi servizi gratuitamente alle famiglie dei soldati ucraini caduti, riporta Attuale.
Elena opera a Dnipro, dove la sua attività è situata in un edificio che funge da esposizione per servizi funebri, accompagnata da bare e croci di legno. Nonostante l’atmosfera cupa del suo lavoro, mantiene un atteggiamento gioviale, sottolineando che la sua professione non deve influenzare negativamente la vita quotidiana. La sua passione è nata dopo aver studiato in Italia, a Reggio Emilia, dove ha appreso le tecniche per affrontare situazioni che altri non riuscirebbero a gestire.
Il suo lavoro è spesso complesso: riceve corpi mutilati e deve intervenire per ripristinarne l’aspetto. Iniezioni e trattamenti specifici consentono di ritardare il processo di decomposizione. «Posso lavorare su due o tre corpi al giorno, ma a volte passo anche 15 ore su uno di essi, se molto difficile», afferma. Elena utilizza una varietà di materiali, alcuni dei quali li acquista all’estero, rifacendosi a fotografie fornite dalle famiglie per garantire la massima precisione nel restauro del volto dei defunti.
Uno dei momenti più difficili della sua carriera si è verificato quando una madre desiderava che sua figlia potesse vedere il padre, un soldato, come una persona normale. Tuttavia, il corpo era in uno stato di decomposizione avanzata, e la specialista dovette informare la donna che non sarebbe stata in grado di riuscirci, un’esperienza straziante che ha segnato profondamente Elena.
Dnipro, malgrado si trovi lontana dal fronte, subisce bombardamenti russi frequenti. Un attacco nel gennaio 2023 ha provocato la morte di 46 civili, e Elena si è occupata gratuitamente di otto vittime in quel frangente, un gesto che ha suscitato gratitudine tra le famiglie.
Le emozioni sono sempre forti quando le famiglie si trovano di fronte ai resti dei loro cari. Nonostante il dolore, molti esprimono la loro gratitudine per il lavoro di Elena, che contribuisce a portare un po’ di pace nei momenti più difficili. «Se il volto è sereno, non hanno paura e ricordano il loro caro in modo bello», afferma.
Elena riflette anche sul valore della memoria e sul riconoscimento del dolore umano. Quando si parla di religione e resurrezione, esprime una certa ambivalenza, sottolineando e integrando esperienze personali e professionali in un contesto di lavoro che va oltre il banale gesto di preparare un corpo per l’ultimo saluto.
È davvero incredibile come la guerra possa cambiare le vite. Elena fa un lavoro incredibile, ma che stress emotivo… Mi chiedo se i familiari riescano mai a trovare un po’ di pace dopo un addio così difficile. Deve essere un’esperienza straziante per tutti. In Italia, sembra così lontano, ma purtroppo ci avviciniamo sempre di più a questa realtà.