Il mercato russo delle auto passeggeri continua a contrarsi bruscamente, riflettendo un mix esplosivo di crisi economica interna, elevati tassi d’interesse e priorità governative sempre più incentrate sulla spesa militare. Secondo i dati pubblicati da Bloomberg il 3 luglio, nel primo semestre del 2025 il mercato delle auto passeggeri e dei veicoli commerciali leggeri in Russia ha registrato un calo del 27% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Previsioni riviste al ribasso
Il trend negativo spinge gli analisti a rivedere al ribasso le stime per l’intero anno: il calo atteso nel 2025 è ora del 24%, quasi nove punti percentuali in più rispetto alle precedenti proiezioni. Il deterioramento è in parte attribuito all’impatto combinato della caduta del reddito reale dei cittadini e del continuo aumento dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale, che frena in modo significativo l’accesso al credito.
Secondo Bloomberg, il volume dei prestiti per l’acquisto di auto è diminuito del 50% nei primi cinque mesi del 2025. Questo dato evidenzia una drastica riduzione della capacità di spesa delle famiglie, aggravata dal ritiro di numerosi marchi internazionali e dall’esplosione dei costi di importazione e logistica.
Militare in espansione, civile in contrazione
Nel contesto della guerra in corso, il governo russo ha intensificato gli investimenti nel complesso militare-industriale, a scapito dei settori civili. La produzione di missili, artiglieria, veicoli militari e navi è in piena espansione, ma questi comparti non garantiscono occupazione o redditi a una fetta rilevante della popolazione. I settori civili come l’automotive, che dipendono fortemente dalla domanda interna e da catene di fornitura stabili, stanno subendo un contraccolpo durissimo.
Come segnala Briefly News, i tentativi di mantenere l’indipendenza del mercato interno si infrangono contro la realtà di una domanda in caduta libera e della progressiva marginalizzazione dei produttori russi.
Autarchia fallita e competizione cinese
Dopo l’uscita di scena dei produttori occidentali, il Cremlino aveva indicato come priorità lo sviluppo dei modelli nazionali, tra cui «Lada Vesta», «Lada Largus», «GAZ Tigre» e «UAZ Hunter». Tuttavia, queste speranze non si sono concretizzate. Nei primi cinque mesi del 2025, le vendite di veicoli Lada sono crollate del 26%, segno evidente — come osservano alcuni analisti occidentali — della mancanza di una strategia autonoma da parte di AvtoVAZ, il colosso del settore.
La Cina, nel frattempo, ha intensificato la sua presenza sul mercato russo, con un’espansione aggressiva che sta rapidamente erodendo le quote dei produttori locali. In assenza di un piano efficace per incentivare il credito al consumo e rinnovare la capacità industriale, il rischio di marginalizzazione del comparto automobilistico russo appare sempre più concreto.
Crescono i rischi sistemici
Il continuo indebolimento del mercato automobilistico è sintomatico di una fragilità economica più ampia. In un contesto in cui il bilancio statale privilegia le voci di spesa militare, le prospettive per l’economia civile russa restano incerte. La contrazione del potere d’acquisto, unita all’assenza di strumenti efficaci di supporto alla domanda interna, solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine dell’attuale modello economico russo.
I dati pubblicati da Sofia Sorochinskaia su Bloomberg delineano un quadro in cui le ambizioni di autonomia industriale si scontrano con la dura realtà di una popolazione impoverita, un sistema creditizio paralizzato e una concorrenza straniera sempre più pressante.