Visita storica di Papa Leone XIV nella Terra dei Fuochi
Papa Prevost arriva nella Terra dei Fuochi come si entra nelle trincee, consapevole che attorno a lui continua a infuriare una guerra tossica che non concede tregua. Alla vigilia della sua visita, i carabinieri hanno arrestato due persone sorprese a sversare tonnellate di rifiuti tossici nei campi. Questo territorio, che include i cimiteri di Acerra, Caivano, Nola e Villa Literno, accoglie le spoglie di 150 bambini, vittime della camorra imprenditrice e della complicità di chi, vestito da potente, è rimasto in silenzio per oltre trent’anni, riporta Attuale.
Papa Leone XIV si reca ad Acerra in una visita storica, attesa da sei anni e promossa nel 2020 da Papa Francesco. Nella cattedrale, abbraccia i familiari delle vittime, mentre in piazza Calipari, davanti a quindicimila persone, sotto una storica torre idrica, alza la voce: “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale provocato da organizzazioni senza scrupoli”.
Le sue parole squarciano il silenzio della piazza, poiché nella regione tra Caserta e Napoli, un’area di undicimila chilometri quadrati abitati da tre milioni di persone, le imprese del Nord sono storicamente accusate di pagare per eludere lo smaltimento legale, mentre la camorra si occupa di interrare illegalmente i rifiuti. Politica e istituzioni hanno contribuito a mantenere il silenzio, bollando gli ambientalisti come allarmisti, mentre i tassi di tumori aumentavano dell’undici percento rispetto al resto della Campania. Leone XIV evita il linguaggio diplomatico e denuncia apertamente “oscuri interessi”, “crimini” e chi “ha potuto agire impunemente”, omaggiando le “associazioni ambientaliste che per prime hanno denunciato l’inquinamento in questi territori”.
“Occorre respingere tentazioni di potere e di arricchimento legate alle pratiche inquinanti”, aggiunge. La Campania, un tempo definita felice dai Romani, è stata ridotta in trent’anni a un’area ferita. Non va dimenticato che lo Stato italiano è stato condannato l’anno scorso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per non aver tutelato il diritto alla vita. La sentenza, che continua a pesare, ha evidenziato l’insufficienza del piano di bonifica, che prevede solo 2,5 miliardi di euro per risanare 85 dei 293 siti identificati come contaminati.
Il Papa, senza giri di parole, si rivolge alle autorità presenti: “Assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita. Il bene comune viene prima degli affari e dei privilegi di pochi”. La Terra dei Fuochi non può essere solo un’etichetta, poiché c’è ancora del bene che resiste. Alle 12.15, dopo tre ore di intensi abbracci, il Papa conclude la sua visita, sentita dalla folla come un momento di riscatto. Al termine della cerimonia, il vescovo di Acerra consegna al Pontefice due doni legati a sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
Un momento particolarmente toccante si verifica quando un gruppo di bambini offre a Papa Leone XIV una papalina bianca, segno di devozione. Il Papa, dopo averla accettata, compie un gesto inaspettato: si toglie la propria, la firma e la lascia alla diocesi di Acerra. Questo gesto simbolico rappresenta un segno tangibile, dimostrando che, per questa volta, qualcuno non ha solo ascoltato prima di ripartire.