Il presidente degli Emirati avverte: «Non saremo preda facile» mentre continuano gli attacchi iraniani

08.03.2026 12:25

L’Iran intensifica gli attacchi contro gli Emirati Arabi

Nonostante le promettenti dichiarazioni di «scuse» del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, gli Emirati Arabi Uniti continuano a subire attacchi aerei. Nella notte tra il 7 e l’8 marzo, recenti incursioni hanno colpito anche Dubai. Dall’inizio del conflitto, gli Emirati sono diventati un obiettivo strategico per l’Iran, con un totale di 1.305 droni in avvicinamento, 1.229 dei quali abbattuti, insieme a 8 missili da crociera e 221 missili balistici, di cui 205 distrutti in volo e 14 finiti in mare, riporta Attuale.

Le operazioni iraniane sembrano seguire una logica geopolitica ben precisa: esercitare pressione sugli Emirati affinché influenzino gli Stati Uniti e Israele a porre fine al conflitto. Tuttavia, questo calcolo si è rivelato inefficace. Grazie al sostegno militare degli Stati Uniti, in particolare al sistema di difesa Thaad, gli Emirati, che hanno firmato gli Accordi di Abramo con Israele, riescono a resistere all’offensiva. Il presidente degli Emirati, lo Sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, ha riconosciuto la situazione di guerra, affermando che il Paese «non sarà una preda facile» per nessuno.

In questo scenario critico, l’Ambasciata italiana ad Abu Dhabi ha portato a termine un piano di rientro per i cittadini italiani, con 9.200 connazionali tornati in patria attraverso vari voli. L’ambasciatore italiano Lorenzo Fanara ha comunicato che sono stati effettuati 9 voli da Dubai e Abu Dhabi. L’ultimo volo, partito questa mattina, ha trasportato 38 italiani a bordo su un aereo con una capacità di 210 posti.

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