Il Riesame di Brescia annulla il sequestro dei dispositivi a Mario Venditti e Pietro Mazza nell’inchiesta “Clean 3”

07.11.2025 12:25
Il Riesame di Brescia annulla il sequestro dei dispositivi a Mario Venditti e Pietro Mazza nell'inchiesta "Clean 3"

Il Riesame di Brescia annulla i sequestri a carico di Mario Venditti e Pietro Mazza

Brescia, 7 novembre 2025 – Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato il decreto di perquisizione e sequestro dei dispositivi elettronici a carico dell’ex procuratore Mario Venditti e del pm Pietro Mazza nell’ambito dell’inchiesta “Clean 3”, dove sono accusati di corruzione e peculato, riporta Attuale.

Il ricorso presentato dagli avvocati Massimo Dinoia per Mazza e Domenico Aiello per Venditti è stato accolto. Entrambi sono accusati dalla Procura bresciana di aver ricevuto “varie utilità”, tra cui pranzi e sconti per automobili, durante il loro lavoro a Pavia.

Nel ricorso, Dinoia ha evidenziato come la Procura abbia utilizzato parole in teoria per trovare spunti investigativi, ma senza reale attinenza con le accuse di corruzione e peculato legate ai pranzi e ai prezzi favorevoli per il noleggio di auto, forniti dalla società Esitel, che realizzò anche intercettazioni su Andrea Sempio nel 2017.

Quella di oggi è la seconda decisione contraria del Riesame di Brescia nei confronti delle indagini guidate dalla Procura di Francesco Prete. Nei giorni scorsi, infatti, erano già stati annullati i decreti di perquisizione a carico di Venditti e di due ex carabinieri, Giuseppe Spoto e Silvio Sapone (non indagati), nel filone legato al delitto di Garlasco, dove l’ex procuratore è indagato per aver ricevuto denaro per richiedere l’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017.

L’annullamento dei sequestri odierni si riferisce a un’altra inchiesta che coinvolge Venditti in una situazione differente. Le motivazioni di tali decisioni non sono ancora state rese note. Nel ricorso accolto, i legali Dinoia e Testa hanno sostenuto che le parole chiave indicate dalla Procura avessero rappresentato una sorta di “cavallo di Troia” per indagare oltre le ipotesi di reato, rendendo invalido il decreto. Tra queste parole chiave figuravano: Alberto Marchesi, un imprenditore arrestato per irregolarità negli appalti pubblici, noto per essere stato compagno di cella del nipote di Flavius Savu; Angelo Ciocca, l’ex europarlamentare leghista; e Diasorin, la compagnia farmaceutica oggetto d’indagine da parte di Mazza, ma che, secondo i legali, non ha legami diretti con l’inchiesta sul Sistema Pavia. Inoltre, si menzionano Saint Vincent e Campione d’Italia, che secondo la difesa non toccano le accuse dell’inchiesta “Clean 3”, sebbene Venditti sia stato presidente del Casinò di Campione d’Italia dopo il suo pensionamento.

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