Terremoto in Afghanistan: oltre 2.200 morti e gravi conseguenze per le donne
Il terremoto che ha colpito le regioni nord-orientali dell’Afghanistan nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre ha provocato danni enormi: più di 2.200 persone sono morte e decine di migliaia di case sono state distrutte, con le donne che stanno subendo conseguenze aggravate, riporta Attuale.
Testimoni hanno raccontato che nel villaggio di Andarluckak, nella provincia del Kunar, i soccorritori, composti interamente da uomini, hanno fornito cure mediche a bambini e uomini adulti, ma si sono rifiutati di trattare donne e ragazze ferite. A Mazar Dara, uno dei villaggi più colpiti, i soccorritori hanno ignorato le donne intrappolate sotto le macerie, costringendole ad attendere il soccorso da parte di altre donne provenienti da villaggi vicini.
Dal ritorno al governo dei talebani nel 2021, sono state approvate molte norme discriminatorie contro le donne, che derivano da una rigorosa interpretazione della sharia. Le donne non possono toccare o essere toccate da uomini non familiari, devono coprirsi interamente e non possono viaggiare senza un accompagnatore maschile. Inoltre, sono escluse da molti posti di lavoro e scuole.
In tali condizioni, l’accesso alle cure diventa critico. Abdul Qayum Raheem, un medico afghano, ha spiegato che le donne con ferite lievi vengono curate dalle famiglie, mentre quelle con necessità urgenti ricevono assistenza in ritardo, dopo gli uomini. L’attivista Fatemeh Rezaei ha riferito che gruppi di donne hanno tentato di aiutare altre donne colpite dal terremoto, ma sono stati bloccati dai talebani e dagli uomini locali. L’agenzia UN Women ha dichiarato che le donne e le ragazze subiranno «il peso maggiore» della crisi attuale.
Le operazioni di soccorso sono state complicate da diversi fattori, tra cui la mancanza di risorse e l’isolamento internazionale del regime dei talebani, così come la geografia montuosa delle regioni colpite. Dopo il tremore iniziale, si sono verificate altre scosse significative il 2 e il 4 settembre, portando il bilancio delle vittime a oltre 2.205 morti e oltre 3.000 feriti, come confermato giovedì dal governo afghano.