Attacchi a navi commerciali nel Mar Nero: la NATO pronta a intervenire
Droni presumibilmente russi hanno iniziato a colpire anche le navi commerciali in acque rumene e bulgare, provocando vittime e una crescente tensione nella regione. In risposta a queste escalation, il vicepremier e ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Petr Macinka, ha dichiarato che «la NATO è pronta a rispondere a un’eventuale azione militare. Questo è chiaro e credo lo sia anche per i russi», riportando Attuale.
Macinka, parlando ieri a Roma, ha espresso preoccupazione per la retorica incendiaria e l’escalation della situazione tra le potenze coinvolte. Secondo lui, molte delle operazioni ibride sono attribuite alla Russia, ma ha sottolineato che «non ci troviamo in guerra». Ha ragionato sulla necessità di affrontare le minacce mantenendo la sicurezza interna degli stati interessati.
Parlando della diplomazia, Macinka ha avvertito che «il problema principale è l’assenza di canali negoziali». Ha citato la mancanza di un leader europeo attivo nei negoziati, sostenendo che la situazione sarebbe stata diversa se ci fosse stata una figura di riferimento, un pensiero condiviso ribadito da Giorgia Meloni all’inizio dell’anno.
In un contesto più ampio, Macinka ha riferito che gli Stati Uniti hanno offerto alla Russia un riconoscimento della Crimea e il controllo dei territori occupati, ma che Putin ha rifiutato tali offerte. «Durante i primi due anni di conflitto, l’Europa ha assunto una posizione netta: nessuno spazio alla diplomazia, concentrando ogni sforzo sul piano militare», ha affermato, segnalando stupore per i recenti contatti tra Mosca e Washington. Senza un rappresentante europeo al tavolo, ha avvertito, il dialogo risulta complicato.
Affrontando l’idea di aumentare il sostegno all’Ucraina, ha ribadito che «tutti i nostri sforzi devono convergere verso la diplomazia» e ha confermato che l’Europa continuerà a sostenere l’Ucraina finché è chiaro chi è l’aggressore. «Oggi c’è una guerra simmetrica tra due potenze equivalenti: la Russia da un lato e l’Ucraina, sostenuta dall’Occidente, dall’altro. Quando il conflitto è simmetrico e la linea del fronte si stabilizza, si creano condizioni favorevoli per trattare», ha concluso.
Macinka ha inoltre dichiarato che non crede sia possibile per Putin controllare l’intera Ucraina dopo l’attacco iniziale nel febbraio del 2022, evidenziando che Mosca ha avuto successo solo nel macinare poche città e che la guerra non può essere vinta militarmente da Kiev. «Per questo, la diplomazia deve avanzare di pari passo alla forza militare», ha sostenuto.