La situazione in Colombia dopo il devastante terremoto: il numero dei dispersi cresce
In Colombia, il bilancio delle persone disperse a causa del terremoto avvenuto lunedì continuerà a crescere, rendendo sempre più difficile trovarle vive. Giovedì, il presidente neoeletto Abelardo de la Espriella ha comunicato che il numero delle persone disperse ha raggiunto quota 379. Le squadre di soccorso, specialmente a Cali, una delle città più colpite, hanno ridotto le operazioni di ricerca e salvataggio, passando alla rimozione delle macerie. Finora, i morti accertati sono 281 e i feriti circa 3.900, riporta Attuale.
Nei primi giorni dopo un’emergenza come questa, il recupero delle persone disperse rappresenta un momento cruciale; sono trascorsi quattro giorni dal terremoto, uno dei più devastanti della storia recente colombiana. Anche se è possibile che alcuni possano sopravvivere più a lungo, è fondamentale agire tempestivamente.
Nazly Lozano, assistente dell’ONG International Rescue Committee nella città portuale di Buenaventura, ha affermato che i soccorsi sono giunti solo mercoledì sera in alcune aree, costringendo la popolazione locale a gestire la situazione da sola, spesso rimuovendo le macerie manualmente.
Lozano ha inoltre segnalato che certi quartieri di Buenaventura sono rimasti isolati a causa di gruppi armati che hanno anche preso possesso di donazioni alimentari, promettendo di distribuirle autonomamente.
L’epicentro del terremoto si trova nella provincia di Chocó, una zona vitale per la coltivazione del caffè, ma estremamente povera e difficile da raggiungere. Nils Grede, direttore del programma alimentare delle Nazioni Unite, ha dichiarato che la popolazione colpita era tra le meno preparate e resilienti a fronteggiare una crisi di tale entità.
Attualmente, l’arrivo degli aiuti è lento e complesso a causa di diversi fattori: il terreno montuoso rende difficile l’accesso ad alcune aree, molte infrastrutture sono state danneggiate, inclusi aeroporti, acquedotti e strade. De la Espriella, in carica da solo tre giorni, si trova a gestire una situazione di emergenza senza un team operativo ben definito.
Il nuovo presidente ha dichiarato lo stato di disastro nazionale, una misura che gli consente di gestire l’emergenza con maggiore autonomia e di mobilitare fondi per l’assistenza alle persone colpite. Ha anche istituito un fondo per canalizzare gli aiuti internazionali destinati alla ricostruzione.
Tuttavia, il governo ha limitato l’arrivo di squadre di soccorso internazionali, autorizzando solo quelle provenienti da Stati Uniti, El Salvador, Ecuador e Israele, giustificando questa scelta con la necessità di avere le certificazioni richieste per operare in Colombia. Allo stesso tempo, gli aiuti materiali come cibo e medicine sono comunque consentiti da altri paesi e attraverso le Nazioni Unite.