In Gran Bretagna nuovi guidamenti permettono il cambiamento di nome e pronome per i bambini a scuola

13.02.2026 13:25
In Gran Bretagna nuovi guidamenti permettono il cambiamento di nome e pronome per i bambini a scuola

Il governo britannico autorizza il cambio di genere per studenti fin dai 4 anni

Una decisione controversa ha scatenato accesi dibattiti nel Regno Unito: secondo le nuove linee guida del governo laburista, i bambini e i ragazzi potranno cambiare l’attribuzione di genere a scuola a partire dai 4 anni. L’iniziativa, promossa dalla ministra per l’Educazione, Bridget Phillipson, consente agli studenti di utilizzare un pronome diverso e di cambiare nome e uniforme, un processo noto come «transizione sociale», che non prevede interventi medici, riporta Attuale.

Il documento invita gli operatori scolastici a procedere con attenzione e a non prendere iniziative autonome, richiedendo la consultazione con i genitori e un parere medico. È importante notare che gli studenti non potranno accedere a bagni, spogliatoi o lezioni di educazione fisica del sesso opposto se non si identificano con il proprio sesso.

Questa manovra segna un cambiamento radicale rispetto all’approccio del governo conservatore precedente, il quale aveva imposto un bando totale al cambio di pronomi nelle scuole elementari. La reazione dei Tories è stata immediata e critica, evidenziando le divisioni culturali che contrappongono destra e sinistra in questo contesto. Anche la leader di Sex Matters, un gruppo di pressione per la salvaguardia degli spazi femminili, ha definito le nuove linee guida come una «favola pericolosa» che potrebbe confondere i bambini riguardo alla loro identità di genere.

In un’ulteriore complicazione, la baronessa Cass ha accolto con favore queste linee guida, nonostante il suo rapporto del 2024 avesse smontato la pseudo-scienza alla base della somministrazione di inibitori della pubertà agli adolescenti. La baronessa ha affermato che le nuove linee guida riflettono le raccomandazioni del suo rapporto, il quale avvertiva che le decisioni di genere dovrebbero essere rimandate all’età adulta e supportate da terapie olistiche.

Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio di accuse di boicottaggio da parte del governo laburista nei confronti di una importante sentenza della Corte suprema britannica, che ha stabilito che la definizione legale di «donna» si applica solo alle femmine biologiche. La situazione ha suscitato preoccupazioni, in particolare da parte della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne e le ragazze, per le possibili conseguenze legali per donne e ragazze. Il governo laburista sembra ora intenzionato a proseguire su questo percorso, nonostante le critiche e le tensioni crescenti.

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