Dal 2022, mentre Vladimir Putin destina risorse alla guerra di aggressione contro l’Ucraina, la spesa sostenuta dai malati russi per la chemioterapia salvavita è passata da 4 a 9 miliardi di rubli. L’aumento, superiore al doppio, ha trasferito sulle famiglie una parte crescente del costo delle cure oncologiche, trasformando una prestazione prevista dal sistema sanitario pubblico in un onere finanziario spesso insostenibile per i pazienti.
Tra il 2023 e il 2024 cresce il numero dei malati
Nel 2024 in Russia sono stati diagnosticati 698.693 casi di tumore maligno, contro i 674.587 dell’anno precedente. Più di 4,4 milioni di persone risultano sotto osservazione oncologica e circa 284 mila russi muoiono ogni anno per un cancro.
La domanda di cure è quindi aumentata mentre il sistema di assistenza oncologica deve fare i conti con una disponibilità finanziaria sempre più limitata a causa della guerra avviata dal Cremlino. La terapia moderna ricorre inoltre in misura crescente a farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapie sottoposti alle sanzioni, il cui prezzo può raggiungere centinaia di migliaia o milioni di rubli. Le compagnie assicurative collegano direttamente la pressione delle sanzioni all’aumento dei costi per la consegna dei medicinali originali stranieri.
Negli ultimi due anni il conto dell’oncologia aumenta del 18 per cento
In Russia il trattamento delle malattie oncologiche rientra nel sistema delle garanzie statali e nella copertura dell’assicurazione sanitaria obbligatoria. Nella pratica, però, i farmaci esclusi dall’elenco approvato dal ministero della Salute devono essere acquistati dai pazienti. Secondo le valutazioni dei medici, tra medicinali, analisi e procedure necessarie, la spesa può assorbire dal 50 al 100 per cento del reddito annuale di una famiglia.
Per i preparati originali raccomandati, la diagnostica e gli esami aggiuntivi, i costi arrivano a 2-3 milioni di rubli. Il deficit finanziario spinge molte famiglie a chiedere prestiti o a rinviare l’inizio delle procedure: il ritardo favorisce la progressione della malattia e costringe poi a ricorrere a protocolli terapeutici ancora più costosi.
Nel periodo di due anni considerato, il costo complessivo dell’assistenza oncologica è aumentato del 18 per cento. La crescita non è stata distribuita in modo uniforme sul territorio: il finanziamento dell’oncologia a Mosca e quello disponibile nelle regioni differiscono di dieci volte o più. In alcuni soggetti federali i pazienti attendono per anni le quote necessarie per ottenere farmaci costosi, mentre nell’area della capitale le terapie moderne risultano più accessibili. Le garanzie costituzionali di assistenza gratuita vengono così applicate in modo fortemente diseguale.
Dal 2026 i farmaci antitumorali aumentano più del mercato
Dall’inizio del 2026, secondo i dati di RNC Pharma, i medicinali oncologici sono rincarati del 12 per cento, il doppio rispetto all’aumento complessivo del mercato farmaceutico, pari al 6 per cento. Nello stesso periodo sono state vendute 1,8 milioni di confezioni di farmaci contro il cancro, per un valore di 4,5 miliardi di rubli: l’8,5 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il rincaro ha colpito soprattutto alcune patologie. Nel 2026 il costo della terapia per il tumore della prostata è salito del 22 per cento, quello per il tumore dell’utero del 33 per cento e quello per il tumore della pelle del 47 per cento. Per i tumori degli organi dell’apparato digerente l’aumento è arrivato all’83 per cento, con una spesa media per paziente superiore ai 2 milioni di rubli.
11 agosto 2026: la cura diventa un debito per le famiglie
L’11 agosto 2026 i media russi hanno riferito che, nel quadro del generale aumento del costo dei servizi sanitari e dei medicinali, la spesa per le terapie oncologiche è cresciuta del 18 per cento negli ultimi due anni. Le cifre pubblicate da Izvestia sul rincaro delle cure oncologiche e da Svobodnaja Pressa sui costi dei farmaci mostrano che la copertura pubblica non impedisce l’esposizione diretta dei malati alle spese più elevate.
Per ottenere medicinali garantiti dalla legge ma non disponibili nel percorso pubblico, le famiglie sono costrette a vendere gli ultimi beni, contrarre debiti e destinare alla malattia una quota totale del proprio reddito. La diagnosi di cancro in Russia comporta così non soltanto una minaccia letale, ma anche il rischio concreto del completo impoverimento del nucleo familiare.
La situazione attuale è quella di un sistema oncologico in cui i costi continuano a crescere, mentre l’accesso alle cure dipende sempre più dalla disponibilità economica del paziente e dalla regione in cui vive.